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Artista dona il Pastorale a Monsignor D’Ercole

Gli aveva predetto che sarebbe diventato vescovo. Anche per questo gli ha voluto donare il “pastorale”. Un dono che, nella volontà sia dell’offerente che del ricevente, «a tutta la città martoriata». Si terrà nel pomeriggio (alle ore 18,30 nel corso della Santa Messa) di domenica prossima, 9 gennaio, nella basilica di Collemaggio, la cerimonia di consegna del pastorale che il noto artista senese Massimo Lippi ha realizzato per mons. Giovanni D’Ercole vescovo ausiliare dell’Aquila.

Il pastorale (ovvero il simbolo del “Pastore”, il vescovo, che lo usa nei pontificali e nelle cerimonie più solenni) è scolpito non dalla sola immaginazione creativa e dalle mani dello scultore Lippi, ma è frutto di un presagio. «Ero a Efeso, in Turchia, il 3 maggio 2009 - racconta Lippi -. Durante la Santa Messa all’aperto, celebrata dal Vescovo di Arezzo, Cortona e San Sepolcro, Monsignor Gualtiero Bassetti, un’ape, partita tra il Popolo di Dio, vola sull’altare, gira intorno al calice, avvolge Don Giovanni D’Ercole e scompare nei campi. L’evento lascia nella mia anima un messaggio. Quello di una voce che soavemente comanda: “... poi dirai a Don Giovanni che sarà Vescovo!”. Senza alcuna esitazione, ma con qualche timore, trasmisi con grande discrezione questo annuncio che fece sorridere bonariamente, ma non turbò affatto Don Giovanni».

MASSIMO LIPPI

Massimo Lippi, autore di portali in bronzo e monumenti in pietra e marmo in varie parti del mondo, è poeta e artista, stimato dai maggiori letterati del secondo novecento. Il Santo Padre Benedetto XVI scriveva: “Lei dona visibilità, anzi tattilità alla speranza cristiana”.

L’OPERA

Il bastone in legno che costituisce la struttura portante dell’opera, è scolpito con motivi vegetali perché dalla Vite di Cristo germinano i tralci vivi dei suoi figli, che pur nel dolore e nel sacrificio donano ai fratelli, con gioia, il frutto della loro amicizia con Dio. Il basamento non è soltanto un appoggio convenzionale ma vuole esprimere concretamente la fraternità col Popolo di Dio che nella città dell’Aquila testimonia ora, nella “grande tribolazione”, l’appartenenza a Cristo Signore della storia e degli elementi. La pietra su cui si fonda la Chiesa è fatta scura dalla sofferenza dei suoi figli e il reperto dolente di ferro e cemento, tratto dalle macerie del terremoto del 6 aprile 2009, vuol significare la terribile notte da cui si risveglierà l’alba nuova di Cristo. Il Pastorale misura 212 cm. Il bronzo dorato misura 48 cm. La pietra di base misura: h 20 x 52 x 20. Inoltre è presente il reperto di cemento e ferro.

 IL “CIRCUITO DEL SOCCORSO”

L’iniziativa è sostenuta da Francesca Pompa della società One Group dell’Aquila e dalla Lega Del Chianti che avevano già collaborato per raccogliere fondi per l’operazione, (legata al libro “Il nostro terremoto” di Angelo De Nicola edito, appunto, dalla One Group) poi andata in porto, del restauro del dipinto della Madonna del Popolo Aquilano, danneggiato dal sisma.