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Carapelle: 82 abitanti, 7 aspiranti sindaci per 67 votanti

Sono in 67 i cittadini con diritto di voto a Carapelle Calvisio e il primo cittadino Domenico Di Cesare, pronto alla sfida, grida allo scandalo e interpella il ministro Alfano

Carapelle Calvisio è un piccolo agglomerato di case immerse nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, dove scorre placida la vita di 82 abitanti, ma è finito alla ribalta per una diatriba politica sollevata dal sindaco uscente e ricandidato alla guida del paese Domenico Di Cesare.

Perché la poltrona da primo cittadino è una, ma i candidati che si sfideranno per i 67 voti in ballo sulla carta sarebbero troppi: 7.

Non tutti davvero interessati, però, al bene comune: è l'accusa che Di Cesare ha lanciato attraverso la tv locale, Rete 8, e che arriverà sul tavolo del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

La sfida politica delle amministrative 2016, dunque, non si fa sempre più accesa solo nella grandi città, Milano, Roma, Napoli.

Perché a contendersi la fascia tricolore a Carapelle Calvisio, a circa 30 chilometri dall’Aquila, saranno in sette e dovranno mettercela tutta in campagna elettorale per convincere i 67 elettori a votarli.

Ma così non sarà a sentire quanto dichiarato dal ricandidato Di Cesare: "Tre delle sette liste sono riconducibili a persone che puntano a giocarsi la poltrona di sindaco, quattro invece sono costituite da appartenenti alle forze dell'ordine, in particolare poliziotti, carabinieri e poliziotti penitenziari".

Per questo annuncia di prendere carta e penna per far arrivare questo che considera uno "scandalo" elettorale direttamente sul tavolo del ministro Alfano: "E' una vergogna – spiega – perché tra i candidati c'è chi è di Barletta e lavora a Milano ed evidentemente spostandosi a Carapelle sarebbe più vicino alla famiglia d'origine.

E intanto si fa un mese di ferie, visto che per legge non può fare campagna elettorale mentre è in servizio".

A provare la fondatezza delle sue accuse ci sono i dati resi noti dallo stesso Di Cesare, per 20 anni alla guida del piccolo comune abruzzese: i candidati, a suo avviso poco interessati all'amministrazione, provengono anche da Susa (Torino), Rimini e dal comune sardo di Gonnosfanadiga (Medio Campidano).

La paura di Di Cesare è che accada quanto successo nel vicino paese di Castelvecchio Calvisio, commissariato dopo che alle elezioni del 2015 l’unica lista in campo composta di soli poliziotti non ha raggiunto il quorum.

L'attuale primo cittadino, così, avrebbe deciso di ricandidarsi all'ultimo momento, dopo che era fallito il suo appello ai giovani della sua cittadina di farsi avanti. E intende portare avanti la sua personale battaglia politica fino a Roma.

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