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La voce dei parenti

Dante non è stato, per noi parenti, un semplice punto di riferimento, ma un solido pilastro su cui poter sempre contare.

Potevamo fare affidamento su di Lui per il suo carattere cortese, disponibilità, per la sua certa presenza nella vita di ciascuno di noi, per il suo approccio partecipativo ed entusiasta.

Attenzione e discrezione, decoro e signorilità erano i tratti fondamentali della sua persona. Il nostro indimenticabile Dante rimane un esempio di bellezza intellettuale per noi che abbiamo avuto la fortuna di condividere con lui, nella quotidianità, tantissime esperienze.

Chiunque gli si rivolgeva per un conforto, un aiuto, sapeva di poter ricevere un prezioso sostegno per trovare la soluzione migliore ad ogni caso.

Mai si tirava indietro, mai ci lasciava soli: e tutto ciò costituiva –per noi famigliari- la nostra solidità.

Per questo e per altri motivi, la perdita del nostro caro Dante, è stata vissuta dai parenti con un sentimento di assenza che tuttora non ci abbandona.

Noi siamo stati sempre orgogliosi di Lui, ma oggi, l’Ordine dei Medici della Provincia dell’Aquila -nella figura del Dr.Ortu- ci ha dato un motivo in più di esserlo: presenziare all’apertura di una Sala Polifunzionale dedicata alla memoria del nostro amato congiunto e constatare la partecipazione di tanti colleghi, che con profonda stima lo ricordano, ci ha dato motivo di ulteriore conforto.

Fondamentali sono stati i contributi donati da numerosi altri Ordini Provinciali, raccolti grazie all’impegno profuso dal Dr. Ortu e dalla Federazione Nazionale Ordine dei Medici

La sala avrà lo scopo di promuovere l’aggiornamento continuo di Chirurghi ed Odontoiatri.

In questo contesto di sentiti ringraziamenti, riportiamo per intero la lettera di Stefania, letta in occasione della cerimonia di inaugurazione, che non ha voluto essere solo un affettuoso e vivo ricordo del suo compagno, ma anche un riconoscimento del valore della professionalità di tutti i medici.

“Inizio con un saluto a tutti gli intervenuti.

È per me doveroso –in primo luogo-, ringraziare il Dr. Ortu, il Dr. Antonio D’Alessandro, l’Ordine dei Medici, per avermi offerto, in occasione di una iniziativa di così alto spessore umano e sociale, la possibilità di tratteggiare la personalità dell’uomo che è stato mio compagno di vita per 13 anni.

Non è facile sintetizzare tutte le peculiarità di una personalità così forte come la sua. Focalizzerò, quindi, l’attenzione solo su pochi aspetti del suo carattere, quelli che ritengo essere meglio pertinenti con la presente circostanza.

Posso affermare con certezza che Dante era animato da un profondo senso del rigore ed anche le sue passioni come lo sci, il ciclismo, il Tiro a segno erano vissute con l’intento di raggiungere il massimo della competenza possibile o l’obbiettivo più alto.

Ricordo quando fu preso da un interesse che lo coinvolse quasi a tempo pieno, ovvero quello dell’arte.

Si documentava, visitava le esposizioni di tele, studiava le opere di vari artisti, comprava libri di critica fino a che, la sua conoscenza della materia, divenne tale da poter reggere il confronto dialettico anche con i galleristi più preparati.

A maggior ragione, nell’espletamento della professione di Medico Odontoiatra, questa caratteristica della sua personalità, emergeva sostenuta anche da motivazioni più profonde: amore per il suo lavoro, rispetto per i suoi pazienti, senso del  dovere.

A tal proposito, mi ripeteva ciò che i suoi Professori Universitari costantemente trasmettevano ai loro studenti “la professione del medico è una vocazione, che necessita di spirito di sacrificio, senso del dovere, attenzione.

É un donarsi agli altri, spesso facendosi carico di situazioni emotivamente coinvolgenti.

Non basta studiare, occorre porsi sempre degli interrogativi, ricercare, trovare una soluzione”.

Sono parole che mi sento di sottoscrivere a pieno, e che mi permettono di legarmi al motivo che ci vede qui, in tanti, riuniti.

Questa sala polifunzionale, che permetterà l’aggiornamento continuo di Chirurghi ed Odontoiatri, manterrà vivo il ricordo di quei medici periti nel sisma che distrusse Avezzano nel 1915, come quello del Dr. Vecchioni, sottratto all’ affetto dei suoi cari a causa del terremoto che il 6 aprile 2009 devastò buona parte della nostra città che Egli tanto amava.

Ed inoltre, proprio per lo scopo cui è destinata la sala, sarà onorato quello spirito che sosteneva Dante nell’ esercizio della sua professione che è proprio anche dei suoi colleghi, ovvero il desiderio di acquisire sempre nuove conoscenze, nuove competenze.

Concludo, qui, il mio intervento con dei doverosi riconoscimenti, che solo oggi ,e in occasione di questo particolare evento, mi sento di esternare pubblicamente.

Un grazie di cuore, al Dr. Ortu, al Dr. D’Alessandro, all’ Ordine dei Medici che tanto hanno fatto per Dante e che mi hanno suscitato un grande motivo di orgoglio.

Un grazie , ancora, a tutti gli amici del Dr. Vecchioni, che con il loro affetto non mi hanno mai fatto sentire sola.

Ed infine, grazie, ai parenti più cari a Dante, che mi hanno sempre considerato un membro della loro famiglia.

Grazie”

Ing. Maria Stefania Soldano