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Riceviamo e pubblichiamo

Ricostruzioni edili ok,  ma bisogna ricostruire il tessuto sociale

In riferimento ai due delicatissimi sondaggi che riguardano L’Aquila e il proprio territorio corre l’obbligo asserire che la situazione aquilana è preoccupante.

Mi riferisco soprattutto alle statistiche prodotte dall'Università degli Studi dell’Aquila  tra i residenti del Piano Case dove si evince che il 70% degli intervistati vuole lasciare le new town, infatti tale situazione viene motivata dal la perdita dei vecchi punti di riferimento e soprattutto dalla perdita del proprio lavoro, e ciò fa emergere  preoccupanti dinamiche di disgregazione e frammentazione sociale, e la mancanza di comunicazione tra istituzioni e cittadini. Dato ancor più rilevante confermato dal secondo sondaggio statistico effettuato dall’Ufficio Scolastico Regionale è la diminuzione del numero degli iscritti che  per la provincia dell'Aquila si attesta  ai  38.268 mentre il solo Comune capoluogo ne conta 9.821, di cui 951 alla scuola dell'infanzia, 2.470 alla scuola primaria, 1.868 alla secondaria di I grado e ben 4.532 alla secondaria di II grado, dove  per il secondo anno di fila vi si presenta una diminuzione degli studenti aquilani, che scendono sotto quota 10 mila: si paga evidentemente il post-sisma. Nel 2009/2010, al 6 aprile, risultavano 11.764 iscritti, mentre l'anno scorso ne erano 10.256.

Per tale ragione mi preoccupa soprattutto il fatto che misure straordinarie messe in campo durante la prima fase di emergenza non siano state integrate, come da  promesse, da altri aspetti fondamentali per un adeguato rilancio socio-economico,  in quanto  in prima fase classificati secondari, ma che a mio avviso avrebbero dovuto supportare immediatamente il nostro territorio, e che adesso meritano un attenzione imprescindibile data la delicata sopravvivenza della Città.

 Infatti al momento L’Aquila ha bisogno di interventi strutturali necessari che riguardino il rilancio dei servizi e di quelle attività produttive che garantiscono il primario obbiettivo del miglioramento della qualità del proprio stile di vita, messo a dura prova in questi ultimi anni.

E’ quindi necessario che si pensi, si alla ricostruzione, ma al contempo a quella ricostruzione del tessuto sociale e produttivo vero motore di rilancio della nostra Città. Uniti per fare non il proprio interesse ma l’interesse della collettività; chiamateli tavoli tecnici, patti di sviluppo o quant’altro ma non è il momento di perdere ancora tempo.                                                                                                     

Dott. Andrea Scordella,

rappresentante di Forza del Sud L'Aquila.

Ufficio Stampa Forza del Sud - Abruzzo
348-6432917

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