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L’Aquila: la festa dei giornalisti

di Nando Giammarini

I giornalisti sono coloro cui è affidato l’arduo compito di informare, documentare e rappresentare la realtà, talvolta scottante, nei vari contesti sociali in cui svolgono il proprio lavoro. Quindi gente dotata di spirito critico e onestà intellettuale. Parliamo di un’ informazione il più possibile libera, obiettiva – al di sopra delle parti – che permette a tanta gente comune, all’uomo della strada di farsi un’idea su i tanti fatti che costellano l’universo informazione.

Non sempre è facile poiché ognuno è portato, a fronte di un evento, a dare una sua versione dei fatti soprattutto quando si parla di politica ed interviene il “condizionamento“ della linea editoriale e della proprietà dei vari giornali.

In questi giorni per esempio è di estrema attualità la guerra mediatica sui fatti che riguardano il Presidente del Consiglio, relativamente alla questione Ruby, ed alle possibili ripercussioni che possono avere nel Parlamento e nel Paese.

Una guerra senza esclusione di colpi tra i giornali e le Tv di proprietà della famiglia Berlusconi che – in una linea difensiva, indifendibile a mio modesto parere viste le tante intercettazioni da cui si evincono chiaramente situazioni e fatti realmente accaduti- attaccano senza esclusione di colpi gli altri giornali e la Magistratura.

Ferme restando quella che dovrebbe essere una norma garantista condivisa da tutti secondo cui ognuno è innocente fino alla condanna. Su questo fronte è intervenuta anche la Santa Sede con il Cardinale Bertone, il quale ha detto di seguire l’evolversi della situazione con preoccupazione ed invita coloro che hanno responsabilità pubblica ad avere un maggiore senso di giustizia e moralità.

Si stanno davvero perdendo di vista quelli che sono i veri problemi che attanagliano il Paese – dalla vicenda Fiat alla ricostruzione dell’Aquila, ai tanti disoccupati generati dalla riforma Gelmini che in Abruzzo, sconvolto dal tragico terremoto del 6 aprile 2009, ha tagliato 2600 posti tra personale docente e non docente – stanno dando anche all’estero una visione non proprio edificante dell’Italia.

Sebbene il nuovo millennio ci abbia consegnato un variegato panorama giornalistico – informativo nel quale, con l’avvento dei potenti mezzi informatici, è dissolta ogni limitazione di spazio e di tempo.

I vari dispacci di agenzia arrivano in un momento e trovano sempre maggiore accoglienza in una collettività colta e sensibile che affida a costoro quel bisogno interiore di conoscere e sapere. Il giornalista – e più in generale tutti gli operatori dell’informazione hanno , in quanto tali – il sacrosanto diritto di trasmettere episodi e fatti nella loro effettività verità. Per dovere di correttezza riconosciamogli almeno il grande lavoro che fanno in ogni parte del mondo.

Dagli inviati guerra che, come i nostri soldati in missioni umanitarie, rischiano la vita ogni momento ai tanti giornalisti che intenti nelle loro inchieste sulla mafia sono stati barbaramente uccisi. A tutti questi caduti nell’adempimento del proprio dovere i miei sentimenti di grande riconoscenza.

Lo stesso apprezzamento rivolgo ai giornalisti intervenuti con i loro servizi a documentare la drammatica situazione dell’Aquila e del cratere sismico con le tante storie di sofferenza e di dolore.

All’informazione è affidato il grande ruolo di farsi portavoce della realtà su cui riferire e per assolvere questo compito; essa deve conservare un posto prioritario nella quotidianità vivendo tra la gente onde evitare l’isolamento che renderebbe vano il suo prezioso contributo.

Anche perché non vivendo in prima persona le diverse situazioni, che si verificano e delle quali bisogna riferire con esattezza, si darebbe una visione distorta della realtà. Poi bisogna assolutamente evitare, per una questione di giustizia, di civiltà e di democrazia , come più volte si è tentato di fare in questi ultimi tempi, di mettere il bavaglio alla stampa.

Un paese in cui la stampa è controllata ed asservita al potere politico è meno libero. In questo scenario dominato da tante testate giornalistiche e televisive domenica 23 gennaio p.v. sarà ripristinata all’Aquila la festa dei giornalisti, la prima dopo il violento terremoto che sconvolse la nostra terra.

Verrà festeggiato San Francesco di Sales loro Patrono con un programma che prevede, alle 11.00, una Messa officiata dai due porporati della diocesi dell’Aquila: Monsignor Molinari ed il suo ausiliario Monsignor D’ercole nella chiesa parrocchiale di Coppito. A seguire una conferenza cui parteciperanno il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, dott. Stefano Pallotta, e l’Ispettore dell’opera Salesiana oltre ai due alti prelati del Capoluogo di Provincia abruzzese.

Alle ore 13.00 un pranzo presso il ristorante Dany ubicato nei dintorni della Scuola per ispettori e sopraintendenti della Guardia di Finanza di Coppito.

Non ci rimane che formulare, a questa parte fondamentale del Paese,i nostri migliori auguri per una buona festa che sia nel segno della continuità, della ripresa ed al servizio della libera ed obiettiva informazione.

www.abruzzocultura.it

 

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