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Le Parole del magnifico rettore, professor Sergio Caputi

di Francesco Rapino

Si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico 2017/2018 nell'Auditorium del Rettorato del Campus di Chieti dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara.

Sono intervenuti il magnifico rettore, professor Sergio Caputi, il professor Fabrizio Fornari in rappresentanza dei docenti, la dottoressa Adalgisa Burracchio per il personale amministrativo e tecnico e Dario Lorè per gli studenti.

“Per un ex studente della D’Annunzio inaugurare un anno accademico della sua Università dove ha passato praticamente tutta la vita sicuramente è un fatto molto emozionante – ha sottolineato il magnifico rettore dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, Sergio Caputi – però è anche una cosa molto bella perché si possono mettere in atto delle azioni che ho sempre sognato.

Io ho fatto ad esempio il direttore di Dipartimento per dieci anni in questa Università e così sto mettendo in atto che pensavo che facessero bene e che curassero meglio gli interessi della nostra Università.

Sarà un 2018 intanto teso a risolvere alcuni problemi che ci siamo ritrovati, li stiamo affrontando in maniera determinata e li stiamo già in gran parte risolvendo.

Poi per il resto la nostra progettualità andrà sicuramente al servizio degli studenti che rappresentano il bene più prezioso dell’Università, senza dimenticare l’ampliamento delle piante organiche sia per i docenti che per i non docenti”.

Durante la cerimonia è stato conferito l'Ordine della Minerva a monsignor Bruno Forte e alla dottoressa Donatella Di Pietrantonio.

“Oggi porto agli studenti che si apprestano ad affrontare il nuovo anno accademico il messaggio su cui ho insistito in questi 13 anni del mio episcopato qui a Chieti e cioè che l’Università non può essere considerata come ente a se stante – ha rimarcato l’arcivescovo della Diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte – ma essa è al servizio del nostro territorio e della nostra gente, dei giovani che devono sentirsi accompagnati in un cammino e in una scelta di disponibilità.

Dall’altro lato c’è un territorio che va completamente rilanciato cercando di far crescere la propria vita”.

tutti pazzi per la Civita

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