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Sel e Idv cosa aspettano a uscire dalla coalizione transgenica?

di Maurizio Acerbo

«In caso di condanna non mi dimetto. Sul caso Mills, in caso di condanna in appello, sarebbe una sentenza che certo sarà annullata dalla corte di Cassazione»

(Silvio Berlusconi a colloquio con Bruno Vespa, ottobre 2009)

«In caso di condanna non mi dimetterò. In caso di condanna in appello ricorrerò in Cassazione, per affermare la mia innocenza»

(Luciano D'Alfonso a colloquio con Giulio Borrelli, 7 aprile 2014)

Con piglio berlusconiano D'Alfonso ci ha comunicato che se condannato in appello non si dimetterà come prevede la legge Severino ma ricorrerà in Cassazione.

Quindi invece di pochi mesi la prossima legislatura regionale potrebbe durare un po' di più.

Per rassicurare le truppe preoccupate di perdere una poltrona appena conquistata D'Alfonso però dimostra di strafregarsene dei suoi alleati e della parola data.

Infatti D'Alfonso trasforma in carta straccia la Carta di Pisa e la Carta d'intenti della coalizione di centrosinistra.

Ricordo che la "Carta d'intenti per il cambiamento abruzzese" sottoscritta per le primarie definiva la Carta di Pisa "parte integrante del codice etico della coalizione": http://www.pdabruzzo.com/wp-content/uploads/2014/02/Abruzzo-2020-Carta-dIntenti-Primarie-9-marzo-20141.pdf

E' noto che secondo la Carta di Pisa D'Alfonso dovrebbe dimettersi immediatamente ma la cosa risulta irrilevante per chi può contare su una coalizione di yes men e un esercito di transfughi del centrodestra berlusconiano!

Dato che la Carta d'Intenti costituiva la base dell'accordo per le primarie mi domando come facciano Sel e IdV a persistere in una coalizione il cui candidato presidente platealmente disconosce gli impegni assunti.

SELe IDV cosa aspettano a uscire da questa coalizione transgenica?

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC-SE, candidato presidente della Regione Abruzzo

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