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Ma in mano a chi siamo finiti?

di Tullio Parlante

Se è vero (considerando che quando esce una notizia, la stessa, ha sempre un fondo di verità) la storia delle primarie al Comune di Ercolano – dove sono stati portati con vigore degli extracomunitari a votare per Matteo Renzi -  come può il comune cittadino non chiedersi: ma in mano a chi siamo capitati?  

Chi sono questi personaggi, costoro i quali, scavalcando le elementari norme democratiche (destra sinistra centro non ha importanza) ci vogliono “per forza” rappresentare?

Con che grado di giudizio culturale si ergono a paladini dei più deboli? Ecc… L’unico strumento democratico per far si che la rappresentanza abbia un significato e un valore aggiunto a questa demenziale politica, è solo le elezioni popolari.

Per chi l’ha dimenticato, deve continuamente ricordarsi che la storia qualche insegnamento la pur lasciato.  Il baratto – io ti do una cosa a fronte di un’altra cosa che tu dai a me - era una pratica in uso quando non si conosceva il valore e il potere della moneta.  

La politica è forse ritornata a quegli albori?  

E’ un’indecenza senza limiti questa forma di arroganza che la politica usa nei confronti dei propri cittadini.  

E’ l’ennesimo caso in cui l’allontanamento dalla politica diventa un valore aggiunto nel continuare a rimanere lontano da essa.

Con questa enorme massa di problemi che coinvolge la quotidianità di milioni di cittadini, non facciamo altro che assistere a queste telenovelle mediatiche, tra i vari rappresentanti politici, che non portano mai a un sano ragionamento d’intervento in favore della collettività.

Siamo allibiti nel sentire e nel leggere di notizie vergognose che imbruniscono ancor di più la nostra magra esistenza di appartenenza a questa meravigliosa terra chiamata Italia, che stanno cercando in tutti i modi di distruggere.

Gli italiani non chiedono la luna. Non vogliono diventare texsani.  Ecc…

Gli italiani chiedono semplicemente di poter vivere dignitosamente nell’ apprezzare la normalità dello scorrere delle giornate senza paura e senza timore di poter essere aggredito.  

Di avere una rappresentanza politica che si dedichi alla risoluzione dei problemi locali non di fare salotti televisivi, all’ interno dei quali, mettono in discussione sempre e solo le caratteristiche di chi pone dei seri problemi. E…., potremmo continuare.

Tutto ciò è lecito chiederlo alla politica? A chi ci rappresenta? A chi ha avuto il mandato popolare – non quelli attuali da oltre tre anni – di pensare e agire alla risoluzioni dei problemi esistenziali?

Molte sono le domande che rimangono sempre senza risposta.

Tuttavia, se la politica in generale non comincia veramente e seriamente a porre dei rimedi alle richieste che vengono dalla base dal popolo, le “eventuali” conseguenze – che potrebbero derivare da questa latitanza politica - non porteranno certamente giovamento sia alla classe politica che agli appartenenti di questa melliflua società.

Dobbiamo forse aspettare che si apri il vaso di Pandora? Si spera vivamente di no. 

tutti pazzi per la Civita

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