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SONDAGGI IMPIETOSI PER LA POLITICA

di Gino Di Tizio

Un sondaggio, firmato da Mannheimer, diffuso in questi giorni meriterebbe molta attenzione da parte dei signori della politica.

Premettiamo intanto che non crediamo che i sondaggi siano pagine di Vangelo, ma certamente valgono come indicatore dell’aria che si respira e della atmosfera che si vive. 

E che sia brutta, piena di pesantissime nubi che non premettono nulla di buona non devono certo dircelo le indagine demoscopiche di Mannheimer: basta guardarsi un po’ attorno per capire qual è la situazione.

Torniamo ai sondaggi: dicono impietosamente che il 79 per cento degli intervistati non hanno fiducia nell’attuale governo e nella sua azione, ma dicono anche che nei confronti della opposizione le persone chiamate a giudicare sono state ancora più severe: l’83 per cento valuta negativamente il suo comportamento.

La cosa sconcertante è che abbiamo letto e sentito diversi commenti di esponenti di primo piano dei partiti, ed anche di noti giornalisti, puntare molto sui dati che riguardano le percentuali che oggi registrerebbero il Pdl, il Pd e le altre formazioni politiche, per fare previsioni sul futuro politico del paese, ma i più, salvo rare eccezioni (vedi Vittorio Feltri su Il Giornale) hanno trascurato i dati che abbiamo riportato.

Come se fosse irrilevante il grado di rifiuto di questa politica e dei loro protagonisti che emerge da quel sondaggio nel pensare a che va incontro il nostro Bel Paese.

Possibile che gli interessati, vale a dire i già citati signori politici, non si rendano conto della piena che avanza e che prende sempre più forza a causa delle crescente indignazione verso una casta che continua a far finta di niente?

Non capiscono che è tempo di creare argini a quella piena per non essere travolti?

Sia chiaro anche a questo punto che non ci piacciono le generalizzazioni. Non tutti i politici sono uguali. Nel mucchio c’è ancora chi crede che la politica vada interpretata non come un mestiere, ma come un servizio da rendere alla comunità.

E’ importante individuare questi soggetti, come lo è mettere finalmente nell’angolo coloro che hanno fatto la scelta di entrare in un partito come occasione di sistemazione per tutta la vita.

Non è impresa facile, ma è quella che tocca fare a tutti i cittadini, che non possono accontentarsi di esprimere la loro indignazione rispondendo ai sondaggi, ma devono cercare di far pesare sempre di più la loro arma.

Che è quella del voto, che può essere devastante per quella parte sbagliata della politica, e può davvero cambiare le cose.