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Dalla regione Abruzzo

I  SEGNALI CHE ATTENDIAMO 

Di Gino Di Tizio

Ricordate la “sceneggiata” del consiglio regionale abruzzese che si è svolto il 15 agosto?

Nelle intenzioni quella convocazione, per un consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni, doveva essere un forte segnale destinato agli abruzzesi, per indicare la vicinanza delle istituzioni in un momento così critico. 

Il presidente del Consiglio Nazario Pagano enfatizzò infatti la scelta parlando di una convocazione fatta in una “data simbolo” per dimostrare una diversa sensibilità dei signori politici nei confronti dei problemi esistenti, che lasciano poco spazio a vacanze e divertimenti. 

 

Quindi la decisione di far lavorare l’assemblea anche nel giorno di Ferragosto.

Subito dopo però cosa è accaduto? A sentire la denuncia resa pubblica dal capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro, alla  Regione, archiviata  quella straordinaria riunione del 15 agosto, si è precipitati nel solito “letargo estivo”.

D’Alessandro ha fatto infatti sapere che “nessuna commissione è stata convocata per la prossima settimana”.

A questo punto mettiamo da parte la polemica politica che l’esponente dell’opposizione ha proposto su questo argomento, nei confronti del presidente della Regione Chiodi e della sua maggioranza, perché riteniamo che quando si parla di funzionalità delle istituzioni e dei comportamenti di chi vi ha ruolo, siano pochi gli esponenti politici, specie quelli regionali, che possono lanciare pietre senza il rischio di finire a loro volta lapidati.

Quante convocazioni di riunioni di commissioni, nella storia regionale, sono andate deserte, con i signori consiglieri ugualmente premiati con gettone di presenza?

E quante di queste riunioni hanno effettivamente prodotto vantaggi alla causa degli abruzzesi?

Il messaggio di vicinanza, il “segnale forte” che attendiamo dalla Regione non è quello di intensificare le riunioni di commissioni e consiglio, ma di prendere provvedimenti concreti che riavvicino davvero la gente alla politica.

Ad esempio togliere con effetto immediato l’anomalia dei gruppi formati da una sola persona, con l’interessato gratificato da un migliaio e passa di euro in più al mese, oltre ad ufficio e portaborse. 

E non ci rispondano che in questa direzione si sta lavorando, perché ci vogliono tempi tecnici, dovuti a leggi e regolamenti da modificare.

Quando si tratta di favorire la casta (è accaduto), il consiglio è velocissimo nelle sue decisioni.

Lo sia anche per questi sacrosanti provvedimenti contro privilegi ormai insopportabili.

Lo faccia anche per far capire agli abruzzesi che davvero qualcosa sta cambiando in un mondo politico che vuole recuperare credibilità e con essa un po’ di fiducia da parte dei cittadini.

La strada è quella di azioni decise e concrete, non dei soliti scontri polemici tra le parti destinati a lasciare il tempo che trovano, nel tentativo di portare acqua al mulino che si rappresenta, incuranti degli interessi veri degli amministrati.

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