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Solidarietà della Parrocchia di Madonna delle Piane per Giulia Dea, morta a 38 annii

RACCOLTA DI FONDI PER I FUNERALI

E IL RIMPATRIO IN COSTA D’AVORIO

Giulia Dea, della Costa d’Avorio, morta a 38 anni a Chieti

A cura di Mario D’Alessandro

Si può morire a 38 anni, lontano dalla propria terra d’origine, perché emigrante in Abruzzo e ritrovarsi soli senza nemmeno la possibilità di una sepoltura là dove sono gli affetti più cari. Ma un lampo di generosità collettiva della Comunità parrocchiale di Madonna delle Piane, con in testa il parroco don Rocco Marsibilio e i giovani dell’Azione Cattolica e il coinvolgimento di importanti istituzioni, prima tra tute al Curia Arcivescovile per la sensibile disponibilità dell’Arcivescovo di Chieti-Vasto, padre Bruno Forte, attraverso una mirata raccolta di fondi, ha reso possibile i funerali e il ritorno in Africa della sfortunata protagonista di questa ennesima inaccettabile tragedia dell’emigrazione.

E’ la storia amara di Julia Dea, per tutti Giulia, originaria della Costa d’Avorio, giunta in Italia da alcun anni e sistemata inizialmente a Cento (Ferrara) con uno zio ed una zia, fino a quando bon è arrivata in Abruzzo, a Chieti, nel 2099. Qui ha trovato lavoro come badante presso la famiglia Marcucci, per assistere una persona anziana in gravi condizioni fisiche.  Dopo la scomparsa della sua assistita, aveva trovato altre occupazioni.

“Seria e coscienziosa Giulia lavorava – ci racconta l’avvocato Ketty Gazzellini, che l’ha conosciuta ed aiutata e che ha preso a cuore il suo caso quando si è ammalata a novembre 2011 -  per guadagnare dignitosamente quei soldi che sarebbero poi andati in Costa d’Avorio, per permettere un’operazione agli occhi alla sua bambina, Lavoro che faceva sempre con il sorriso sulle labbra, sorriso che condivideva con tutti quelli che l’hanno conosciuta. Lavoro che faceva con passione e sacrificio. Una donna che aveva avuto il coraggio di allontanarsi della sua famiglia per permetterle una vita dignitosa. Una donna esempio per tutti noi.”

Ricoverata in Ospedale, Giulia Dea, si è andata sempre più aggravando, nonostante le cure dei medici e il 22 aprile 2012 è venuta a mancare, per complicazioni polmonari, e proprio allora si è scoperta la sua condizione di solitudine. Nessun familiare l’ha potuta vegliare e piangere, né provvedere alle onoranze funebri. Il suo corpo senza vita è stato posto nella cella frigorifera dell’obitorio del’Ospedale Clinicizzato “SS. Annunziata” di Colle dell’Ara a Chieti, in attesa di qualche intervento.

La notizia di questo pietoso episodio si è subito diffusa nella Parrocchia di Madonna delle Piane e un avviso è stato affisso all’ingresso della chiesa della Madonna della Catena, mentre i fedeli venivano informati dell’iniziativa della raccolta di fondi.

Varie persone tra cui l’avv. Ketty Gazzellini e Maria Giovanna D’Alberto si sono attivate per raccogliere fondi diffondendo un appello alla piccola comunità per raccogliere “quanti più soldi possibili per permettere a questa giovane donna di 38 nani, troppo pochi per lasciare questa Terra, troppo pochi per assaporare la gioie della vita, di tornare nel suo Paese africano, affinché il suo corpo sia salutato un’ultima volta dalla sua bambina, dalla sa mamma e da tutti quelli che le volevano bene”,

Veniva comunicato che era necessario trovare i soldi per la celebrazione di un funerale dignitoso e il rimpatrio della salma nella sua terra d’origine, in Costa d’Avorio, tra la sua gente.

La colletta è stata subito avviata presso la Parrocchia, con offerte a busta chiusa e libere durante la celebrazione delle messe e con la collaborazione di alcuni esercizi commerciali come la Farmacia Brunori, sempre in prima fila quando si tratta di contribuire ad iniziative di beneficenza; il Supermercato Febbo, la Parrucchiera “Tagliati per il successo” di Antonella Gentile e il Vivaio”Giardino d’Autore” di Villanova, presso cui sono stati allestiti degli angoli dedicati alla sfortunata Giulia Dea, la cui vicenda ha suscitato grande commozione e adesione all’iniziativa.

Fondi sono stati messi a disposizione anche dall’Arcidiocesi Chieti-Vasto, dalla Caritas diocesana e dall’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, tramite il Governatore Giulio Obletter.

“Una cosa mi è dispiaciuto e lo voglio far sapere all’opinione pubblica – ha detto l’avvocato Ketty Gazzellini – l’unico a non dare un contributo, nemmeno minimo, è stato il Comune di Chieti, che avrebbe voluto seppellire Giulia Dea in una fossa comune. Ci sono ancora fosse comuni. Non sono un vergogna in questo secolo 2000?”

Il 16 maggio, alle ore 12,00, presso la Cappella dell’Ospedale “SS.Annunziata” il Parroco don Rocco e altri sacerdoti, hanno celebrato il rito funebre della signora Giulia Dea che sabato 19 maggio è stata rimpatriata in Costa d’Avorio, dove potrà ricevere l’omaggio della figlia, che ha ora 16 anni, e dei suoi cari.

Rimane la situazione drammatica della figlia di Giulia Dea, che è afflitta da glaucoma bilaterale e avrebbe bisogno di cure adeguate. Chissà  che non possa essere visitata e curata presso  il Centro regionale del Glaucoma, diretto dal professor Leonardo Mastropasqua nell’Ospedale Clinicizzato “SS.Annunziata” di Chieti.

Sarebbe la migliore conclusione di questa amara tragedia, che è riuscita, però, a far palpitare il cuore generoso di quanti hanno compreso l’importanza di un piccolo gesto di solidarietà, capace di diventare una grande manifestazione di umanità cristiana.

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