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Non è una caccia alle streghe

di Gino Di Tizio

“C’è un clima di caccia alle streghe”, ha detto il capogruppo di Rifondazione Comunista al Consiglio Comunale di Chieti, Riccardo Di Gregorio, riferendosi all’atmosfera che si respira tra gli studenti al Campus dell’università d’Annunzio dopo l’arresto di Leonardo Vecchiolla, lo studente di psicologia in manetta per essere stato individuato tra i protagonisti degli scontri che lo scorso 15 ottobre hanno devastato Roma. Di Gregorio sembra anche essere certo della innocenza del giovane: “Non si hanno prove certe- ha dichiarato infatti- contro di lui sull’assalto al blindato (dove, va ricordato, un carabiniere rischiò di finire bruciato vivo), non ci sono foto né video” .

Per Di Gregorio poi “non è casuale il fatto che il ragazzo sia stato arrestato nei giorni successivi al corteo di Roma”.

Infine l’esponente di Rifondazione ha denunciato il clima pesante che si respira tra gli studenti che gli hanno detto che “sabato ci sarebbe stata un’altra perquisizione in una abitazione dello scalo”.

E questo ha autorizzato Di Gregorio ad evocare “un clima di caccia alle streghe”.

Lo è davvero?

Può essere classificata così l’azione delle forze di polizia che cercano di dare un volto, un nome ed un cognome a coloro che hanno distrutto negozi, bruciate auto e creato danni alla città e ai suoi abitanti?

Certo, la presunzione di innocenza vale anche per Vecchiolla, ma come  fa Di Gregorio ad esprimere la certezza che per la sua cattura e la pesante incriminazione che gli è toccata “non ci sono prove certe”?

Il Gip di Chieti ha valutato diversamente le cose, ed ha confermato l’arresto.

Anche lui sarebbe vittima di questa “caccia alle streghe”?

Abbiamo stima di Riccardo Di Gregorio e abbiamo anche condiviso diverse sue battaglie in favore della comunità abruzzese e teatina, ma proprio per questa stima lo invitiamo a riflettere che in questa vicenda non si tratta di mandare al rogo povere donne vittime della ignoranza e della superstizione, ma di individuare e colpire i protagonisti di atti che una società civile non può mai accettare.

Quello che poi è accaduto a Roma deve anche far suonare forte l’allarme perché non si dia più alcuno spazio a fenomeni di pura delinquenza, come è capitato qualche anno fa.

Qui non ci sono “compagni che sbagliano” ma pericolosi teppisti da individuare e isolare, oltre a presentare il conto a chi si è macchiato di reati.

Di Gregorio è giovane, e comunque non ha gli anni che possono permettergli di ricordare quei ferocissimi tempi in cui ragazzi di venti anni si uccidevano tra di loro, perché uno portava una divisa e l’altro aveva l’eskimo.

Il terrorismo è stato sconfitto perché la società è stata, sia pure con molta difficoltà, capace di isolare i cattivi maestri.

Facciamo in modo che per questa genia non ci sia più alcuna possibilità di tornare a far male, anche a ragazzi come Leonardo Vecchiolla, al quale auguriamo che possa dimostrare la sua innocenza e uscire dall’incubo che ora sta vivendo.

 

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