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Saltano schemi e idee

di Gino Di Tizio

Già dalle prime mosse dei partiti in campo per le elezioni del 25 settembre si è capito che disegnare una mappa con i confini ideologici, dove collocare i vari personaggi in campo, sarà impresa impossibile.

C'è tutto di tutto, davvero senza limiti e soprattutto senza vergogna.

Infatti non contano nulla le posizioni precedentemente assunte, e meno che meno dichiarazioni e programmi: tutto appare votato a convogliare più voti possibili, per impedire che l'altro vinca.

Che poi, quando si dovranno fare i conti con l'accozzaglia formata, sarà impossibile governare a dare risposte alla grave situazione che il Paese attraversa, non sembra essere una preoccupazione di chi si sta presentando in campagna elettorale.

Eppure per la nostra regione avere una rappresentanza capace di tutelarci, considerate le tante difficili sfide che ci attendono, è fatto decisivo per il futuro.

Alzare quindi le barriere, almeno per questa elezione, ai cosiddetti "paracadutati", spesso e volentieri eletti in Abruzzo e poi spariti dalla scena, dovrebbe essere un preciso impegno di tutte le formazioni politiche che si presenteranno a chiederci il voto.

Mancano pochi giorni e poi sapremo, ma a loro volta sappiano i signori dei partiti che è sempre più incombente il rischio dell'astensionismo e che alimentarlo, con scelte sciagurate che fanno solo male alle comunità interessate, è estremamente pericoloso per il futuro stesso della nostra democrazia, già di per se stessa non priva di fragilità.

tutti pazzi per la Civita

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