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Luca PalamaraTutto finisce con capro espiatorio?

di Gino Di Tizio

Come giornalista ho avuto lunga frequentazione del palazzo di giustizia che mi ha consentito anche di scrivere due libri, la Toga nera 1 e la Toga nera 2, per dare una visione romanzata ma assai vicina alla realtà di uomini e fatti al servizio della giustizia.

Forte di questa esperienza, di fronte ai recenti fatti che hanno devastato la credibilità del sistema giustizia, in particolare, ma non solo, la radiazione di Palamara dalla magistratura, mi viene da fare una riflessione.

Davvero di fronte alla voragine che si è aperta e che ha messo in forte discussione il funzionamento della bilancia, basta togliere di mezzo Palamara?

Tutto finisce con lui capro espiatorio?

Tutto a posto per coloro che hanno goduto percorsi privilegiati proprio dalla sua azione?

E visto che ci sono: davvero si è sanato tutto con la messa sotto accusa di quel Bellomo che pretendeva gonne corte e comportamenti particolari dalle aspiranti magistrati, che poi hanno ottenuto la toga?

I beneficiati dalle situazioni citate sono davvero in grado di offrire quella giustizia serena e soprattutto uguale per tutti?

Senza dare convincenti risposte a queste domande non credo che si possa uscire dal buco nero in cui è precipitata la credibilità delle toghe.

Nel loro principale interesse l'azione di pulizia non può davvero fermarsi alla eliminazione di Palamara.

Vedi anche: Palamara affondato

tutti pazzi per la Civita