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Ora scelte coerenti

di Gino Di Tizio

La cosa che troviamo francamente sconcertante, nel quadro che offre la politica abruzzese, leggendo e ascoltando i vari interventi che si sono succeduti in questi giorni da parte dei responsabili dei partiti, sia quelli che si possono assegnare alle categorie destra e sinistra, ammesso che sia ancora possibile individuarli e classificarli in precisi ambiti, sia quelli che ondeggiano tra i due schieramenti, è il fatto che i capi e i capetti che sono scesi in campo partono da un dato che considerano certo: saranno le loro scelte a spostare i voti da una parte all’altra. Campioni indiscussi di questa teoria, cioè che gli elettori siano una sorte di gregge che attende solo che il pastore gli indichi dove andare a pascolare, senza peraltro, per restare in metafora, dare alcuna garanzia che si tratti di buona erba e di aria salubre, appaiono i dirigenti dell’Udc.

Padronissimi, ovviamente, De Laurentiis e tutti gli altri esponenti del partito di Casini, di dire la loro, sia sul Governo regionale che sullo stato di salute e sulla credibilità delle altre formazioni politiche, ma come dare torto poi al senatore Giovanni Legnini, leader del Pd, quando, dopo aver letto l’ormai famosa intervista di Rodolfo De Laurentiis, indicato a sua volta come leader regionale dell’Udc, chiede “scelte coerenti” alle parole pronunciate?

E come conciliare queste possibili scelte, vale a dire l’apertura a sinistra, con la presenza al massimo livello di un esponente dell’Udc (Enrico Di Giuseppantonio) alla provincia di Chieti e di componenti di giunte comunali in diversi comuni importanti, a partire da Teramo e Chieti che sono schierati con il centro destra?

Certamente dovranno essere i dirigenti del partito a chiarirsi tra di loro, e avranno i prossimi congressi per farlo.

Ma sono certi, torniamo a chiedercelo, che gli elettori dell’Udc che sono stati chiamati a votare guardando a destra in varie realtà locali, siano poi disposte a cambiare solo perché lo dice qualche dirigente di partito?

Noi crediamo, come abbiamo già scritto, che ci saranno grosse sorprese, soprattutto se non ci sarà quella coerenza richiesta da Legnini.

Siamo convinti che, al punto in cui siamo, la famosa politica dei due forni, portata avanti da Casini, non riesca più a sfornare prodotti accettabili da parte dei cittadini.

Dice sempre Legnini che con “l’Udc il test è L’Aquila”, vale a dire le elezioni che si terranno nella prossima primavera.

L’invito è quindi quello che l’Udc si schieri con il centro sinistra.

Ovviamente se lo facesse sarebbe un  passo che non mancherebbe di avere conseguenze a livello regionale.

Potrebbero aprirsi a catena una serie di crisi, con gli elettori che sarebbero poi inevitabilmente chiamati ad esprimersi.

E sarà quello il momento della verità che non crediamo, è una nostra persona previsione, possa sorridere a chi pensa che si può essere politici buoni per tutte le stagioni, a patto che ci sia sempre poltrone da poter occupare.  

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