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Giacomo BarbatoUn rapporto corretto fra le istituzioni

di Gino Di Tizio

Non deve passare l'idea che per rimuovere regole e divieti delle autorità costituite possa bastare la pressione politica quando in ballo ci sono regole e sicurezza dei cittadini.

Visto e considerato che continuano le prese di posizione in merito alla lettera che il sindaco di Vasto Menna ha pensato bene di inviare al presidente Mattarella ed a una lunga schiera di personaggi per lamentare la mancanza di un corretto rapporto tra le istituzioni, perché il Prefetto Barbato ha detto no al concerto sulla spiaggia vastese di Jovanotti ed ha ricordato che per i matrimoni fuori dalla sede municipali ci sono regole da rispettare (non solo a Vasto ma in tutta ... Italia), è arrivato il momento di prendere atto di cosa c'è in ballo nella questione sollevata.

Bisogna infatti stabilire cosa si intende per un rapporto corretto tra le istituzioni, partendo proprio dagli eventi vastesi: sarebbe stato corretto se il Prefetto fosse andato oltre i rilievi della commissione e avesse dato il via libera, solo perché sollecitato dalla politica, alla quale il sindaco Menna aveva fatto ricorso chiedendo l'intervento del senatore D'Alfonso?

Non sarebbe stato meglio se il primo cittadino di Vasto invece di chiamare in campo il senatore si fosse presentato con proposte di soluzione dei problemi sorti, accompagnato magari da chi avrebbe potuto sanare le criticità?

Quello che non deve passare è che di fronte a problemi che riguardano la sicurezza dei cittadini, o anche il rispetto di leggi e regolamenti esistenti, possa bastare, come purtroppo è avvenuto in passato in questa Regione (e ne stiamo pagando le conseguenze) la pressione del politico di turno.

Se venisse ancora concesso sarebbe riaprire ferite che il territorio ha già subito e dare spazio a logiche che appartengono, purtroppo, ad altri territori di questo sventurato paese.

Per questo chiaro motivo bisogna solo ringraziare sia il prefetto Barbato che il colonnello Forleo, chiamati in ballo in maniera sconcertante dalla lettera di Menna al presidente Mattarella, per aver rispettato il proprio ruolo e aver tenuto la schiena dritta.

Per tutti noi cittadini sono e restano una garanzia...

tutti pazzi per la Civita

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