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Qualche riflessione su ritardi e accelerazioni del sistema giudiziario

di Gino Di Tizio

"La giustizia è un treno in perenne ritardo; in orario c'è solo il rapido per la giustizia sommaria", scrive oggi sul Corriere della Sera Aldo Grasso, per la rubrica "Padiglione Italia".

Il concetto fa riferimento alla vicenda dell'ex magistrato oggi sindaco di Napoli De Magistris e alla sua inchiesta famosa, "Way not" che in Cassazione è finita con l'assoluzione per i principali imputati.

"Si squaglia al sole settembrino il teorema alimentato in tutti questi anni da De Magistris -si legge ancora- e, cosa molto grave, utilizzata come trampolino di lancio per la carriera politica dell'attuale sindaco di Napoli".

E ancora, prima della frase finale da cui sono partito, " Forse per colpa sua è caduto un governo, alcune persone hanno patito le pene dell'inferno, ma lui se la ride impunito..."

Certo, il treno della giustizia accusa ritardi, gravissimi, mentre il rapido della giustizia sommaria arriva puntuale e devastante, ma a questo punto occorrerebbe anche occuparsi di chi offre i binari a quel rapido e fare qualche assunzione di colpa, in un Paese dove parlare di presunzione di innocenza, con tanto di richiamo alla nostra Costituzione, sembra una perdita di tempo.

Quella "giustizia sommaria" non avrebbe possibilità di affermarsi se nel suo percorso trovasse, invece di binari compiacenti (a partire da quelli offerti dai media), ostacoli insormontabili legati al rispetto non solo della persona umana coinvolta, ma anche della nostra Costituzione.

Così non ci sarebbe alcuno spazio per i tentativi di usare la famosa bilancia pro domo sua come, sarebbe avvenuto, nella visione di Grasso, nella richiamata vicenda della inchiesta "Way Not".

tutti pazzi per la Civita

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