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Un rapporto squilibrato ai danni dei cittadini  

di Gino Di Tizio

Nelle varie fasi di giudizio previste dal nostro ordinamento giudiziario capita che siano sollevate da pesantissime accuse persone già finite alla gogna, come è accaduto ad uno psicanalista di Bibbiano e ad una maestra accusata di maltrattamenti ai propri allievi.

Quello che non va, e lo dico da addetto ai lavori, è quanto succede nel momento in cui partono le inchieste e arrivano i primi provvedimenti.

In quel momento non c'è presunzione di innocenza che tenga: purtroppo si agisce come acritici megafoni di chi opera nella prima fase delle inchieste, e magari si presenta con tanto di conferenza stampa.

Così si diventa complici di quella mala giustizia che pure al suo interno mostra di essere capace di riequilibrare il peso della bilancia, mentre non c'è riparo alle condanne alla gogna subito determinate da quanto si scrive e si manda in onda nelle emittenti radiotelevisive.

Una riflessione che faccio non da ora, nel portare avanti il mio lavoro, ma che dovrebbe cominciare a interessare tutto il mondo della informazione,

Per renderla non solo più giusta, ma anche più affidabile e credibile.

tutti pazzi per la Civita

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