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Umberto Di PrimioSconcertante situazione politica al Comune di Chieti 

di Gino Di Tizio

Seguo da tantissimi anni le vicende della politica, con particolare attenzione a quella locale, ma una situazione come quelle attuale non l'ho mai vissuta.

Ha qualcosa davvero di Kafkiano quanto accaduto.

Il sindaco Di Primio si dimette, prendendo atto della posizione di contrasto di sette esponenti della maggioranza che lo ha eletto, che però intanto continuano a dichiarare di far parte della coalizione di centro destra.

Nei venti giorni che ha, prima di rendere effettive le dimissioni, in Consiglio comunale arriva il voto decisivo sul bilancio: passa grazie alle assenze di alcuni esponenti della opposizione e al soccorso di un consigliere, sempre di opposizione.

Assenti i cinque di FI, dell'Udc ed anche il presidente Aceto.

Di Primio ritira le dimissioni e tutto ricomincia. Ma come?

Ho ascoltato le parole dette in conferenza stampa da Di Primio e focalizzo quelle che vanno davvero a centro: "Io sono qui e ci metto la faccia; se coloro che sono stati eletti in questa maggioranza non credono che si debba continuare a gestire la città in questo ultimo periodo, possono sfiduciarmi".

Senza giocare sulle assenze e su tentativi di forzare la mano, come è stato finora.

Non si ricominci con il bilancio consuntivo, che peraltro non ha la stessa valenza del non voto al bilancio, e quindi non prevede il tutti a casa, ma solo un commissario ad acta.

Se si vuole il delenda Di Primio c'è solo il voto di sfiducia: condivido in pieno le parole del sindaco.

Ed ognuno così si assumerà, nei confronti della politica e soprattutto dei cittadini, le proprie responsabilità.