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Roberto SavianoUna visione forzata e discutibile sul caso Sea Watch  

di Gino Di Tizio

Roberto Saviano scrive su La Repubblica una nota sulla vicenda del Sea Watch e dell'arresto della sua capitana, nella quale tra l'altro afferma: ".. Ma c’è una seconda parte degli insulti che raccontano bene il Paese.

A urlare «le manette» e «venduta» è l’Italia forcaiola che conosco benissimo; l’Italia che sputa su Enzo Tortora perché se non puoi essere Enzo Tortora è un bene che lui cada e ti faccia sentire meno mediocre; l’Italia che lancia le monetine su Craxi avendolo temuto e blandito fino a un minuto prima (poco importa in queste dinamiche l’innocenza o la colpevolezza, ma conta il grado di frustrazione e di meschinità); che parteggia a favore o contro Raffaele Sollecito e Amanda Knox; che esulta per ogni arresto, per ogni avviso di garanzia, come se facesse sentire meno tollerabile la propria sofferenza".

Credo che sia una visione scorretta del panorama che offre il Belpaese, perché si punta sulla degenerazione dei fatti, operata da quella Italia che Saviano definisce "forcaiola", mettendo però sotto accusa la parte meno responsabile di quegli accadimenti che a monte, tutti, hanno avuto inchieste giudiziarie colpevolmente errate (caso Tortora), letture forzate e spesso travisate dei media, uso strumentale da parte dei politici che hanno usato gli avvisi di garanzia per proprio uso e consumo.

Troppo facile mettere all'indice quegli sconsiderati protagonisti sì di comportamenti inaccettabili ma che alla fine si ritorcono, giustamente, solo su di loro, aprendo un calderone che per quello che rappresenta merita ben altre riflessioni su come vanno le cose nel paese che una volta si vantava di essere culla del diritto.

tutti pazzi per la Civita

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