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Mancano percorsi che gli imprenditori possono compiere senza "ungere" le ruote del loro carro 

di Gino Di Tizio

Torna "tangentopoli"? Sono in tanti, sui media, a farsi questa domanda, magari preceduta da una perentoria affermazione, "Non se ne è mai andata dal BelPaese", ma qual è la verità che emerge dagli ultimi arresti sempre legate a tangenti?

Torno a quanto mi dichiarò un imprenditore locale ai tempi della esplosione di "mani pulite" anche da queste parti, con un numero davvero notevole di persone finite in manette.

"Se mi dimostri -mi disse- che senza ungere le ruote la mia macchina sarebbe stato in grado di camminare e produrre, allora hai ragione a criminalizzarmi ed anche a mettermi in prigione e buttare la chiave, ma se ti rendi conto che era l'unico modo, quello di pagare, per lavorare allora devi convenire che il problema non sono gli imprenditori, ma il sistema da cambiare.

E cambiare come? Rendendo i percorsi dei carri, per restare in metafora, liberi da ostacoli non dovuti, messi lì proprio per facilitare l'oliatura degli ingranaggi: insomma fare in modo che ci siano leggi chiare, senza lasciare alcuno spazio a interpretazioni tese a creare ostacoli superati poi con pagamenti di tangenti o concessione di favori, come è accaduto e continua ad accadere.

Togliere non il potere di controllo, ma quello di poter creare ostacoli, per condizionare una pratica e ritardarla: questo dovrebbe essere il compito di una politica responsabile e che davvero vuole combattere la corruzione, che non si vince con i proclami e le buone intenzioni, ma eliminando, una volta per tutte, tutto il marcio che c'è nel sistema produttivo del Belpaese”.

tutti pazzi per la Civita

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