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Le disfunzioni gravi di chi manovra la bilancia della giustizia

di Gino Di Tizio

"La forma è sostanza", nel nostro sistema giudiziario: quindi può accadere che un processo venga annullato o che debba ripartire punto e a capo per una citazione sbagliata, un avviso non recapitato, una firma mancante o arrivata in ritardo ed anche che esca dal carcere, come è capitato in questi giorni in Abruzzo, una persona imputata di reati pesanti, come spaccio di droga, perché si è tardato a fissare la data dell'interrogatorio...

Giusto così, perché le garanzie devono essere assolute in favore del cittadino, a parte altra considerazione che dovrebbe interessare chi gestisce la famosa bilancia sulle responsabilità legate a quelle disfunzioni della macchina che portano danno alla comunità e alla stessa Giustizia.

Possibile che nessuno sia mai chiamato a pagare?

Ma a proposito di garanzia, perché mai le "informazioni" dette appunto di "garanzia", meglio conosciute come "avvisi di garanzia" che pure vengono inviate "in plico chiuso" con ricevuta di ritorno all'interessato, arrivano spesso e volentieri prima ai media o agli stessi partiti politici che ne fanno immediato uso strumentale?

Non sarebbe a questo punto delle cose, visto il consolidato andazzo e richiamandoci proprio alla "forma che è sostanza" quantomeno dare un altro nome a quell'atto giudiziario, per renderlo più aderente alla realtà che quotidianamente si vive nel Belpaese?

Non più informazione o avviso di garanzia, ma un più realistico e concreto "avviso di sputtanamento" con immediato allestimento di pubbliche gogne, per le quali mai nessuno pagherà qualcosa per risarcire coloro che ci capitano.

tutti pazzi per la Civita