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Per chi viene indagato non esiste mai la presunzione di innocenza scritta in Costituzione

di Gino Di Tizio

Due notizie dai quotidiani i: l'assoluzione della maestra di San Salvo, a suo tempo mandata agli arresti domiciliari con l'accusa di maltrattamenti all'asilo dove lavorava, e quella di 4 bancari della ex Serfina di Chieti assolti dall'accusa di usura ed estorsione.

La maestra potrà tornare al suo lavoro per decisione del tribunale del riesame.

Notizie che ancora una volta mettono in risalto una situazione di cui la nostra società, ed anche il mondo di cui faccio parte, quello della informazione, non possono certo portare vanto.

Infatti sulle persone assolte dalla giustizia pesa una condanna che purtroppo nessun tribunale potrà cancellare: quella della gogna alla quale sono stati esposti nel momento in cui sono finiti sotto indagine ed hanno subito i primi provvedimenti giudiziari.

Come sempre purtroppo accade la voce che si sente forte è quella della accusa, con i mezzi di informazione troppe volte, per non dire sempre, scaduti a semplici e acritici megafoni di chi conduce le indagini e prende i primi provvedimenti.

Ci sarebbe la presunzione di innocenza, ci sarebbe il dovere di sentire, nel fragore che si determina, il suono di tutte le campane, ma questo non accade.

Bisogna aspettare che la giustizia faccia il suo corso prima di arrivare a determinare colpe o assoluzioni, ma intanto la gogna è servita.

Qualcosa decisamente non torna nella patria che si vanta di essere la culla del diritto ed anche nel mondo dei media.

tutti pazzi per la Civita

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