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Da Gaspari a Salvini, Meloni e Berlusconi, come cambia il potere che governa l'Abruzzo 

di Gino Di Tizio

Premetto di essere l'autore di un libro, dal titolo "Non si muove foglia" che racconta lo strapotere che ebbe Remo Gaspari in Abruzzo, cercando di evidenziare, di quel periodo, pregi, non pochi, e difetti che hanno fatto parte della sua azione politica e di governo.

Oggi constato che non c'è più nessuno, in tutta evidenza, da noi capace di ...bloccare le foglie per farle muovere secondo suoi interessi e intendimenti, così intervengono Salvini, Berlusconi e Meloni a farlo.

Infatti prima sono stati loro a scegliere chi doveva essere il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo ed ora per risolvere il problema della formazione della giunta che dovrà affiancare il neo presidente Marco Marsilio, bisogna attendere che si incontrino Salvini e Berlusconi.

Di più sarà Salvini a scegliere tra i dieci consiglieri eletti per la Lega chi dovrà essere assessore: infatti sul suo tavolo sono nomi e curriculum dei dieci.

Verranno scelti puntando a capacità e competenza, assicurano e questa è certamente buona cosa, ma resta il dubbio se, per il futuro di questa regione, ci si possa fidare del nuovo che si è imposto o se dobbiamo rimpiangere il passato.

Intanto c'è da riflettere sulla figura del neo presidente: torna in Abruzzo, terra delle sue origini, da Roma, dove è nato e dove ha svolto attività politica di certo peso, visto che è arrivato ad essere eletto in Parlamento, dopo un percorso fatto di tanti traguardi importanti, ma sempre nel Lazio.

Lo fa rinunciando ad una poltrone certamente più lucrosa rispetto a quella di presidente della Regione, dopo aver ricevuto i voti necessari dai cittadini abruzzesi per governare la nostra terra. 

Lui, non, con tutto il rispetto, Meloni, Salvini e Berlusconi.

Perché sono loro a scegliere o comunque condizionare la squadra di governo che dovrà affiancare Marsilio?

C'è qualcosa che non torna, anzi che visibilmente stona ed è questo che ci fa davvero pensare che quel passato rappresentato da Gaspari, con tutte le riserve possibili sulla gestione del potere, sia oggi da rimpiangere.

Spero di sbagliarmi.

tutti pazzi per la Civita

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