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La campagna elettorale “moderna”    

di Gino Di Tizio

Dai tagli dei nastri e le prime pietre senza conseguenze alla assunzione di improbabili impegni.

Chi ricorda, come me, le vecchie campagne elettorali sa che si assisteva un po' ovunque a tagli di nastri e cerimonie di posa di prime pietre per realizzazioni da venire.

Capitava poi che i cantieri spesso e volentieri si fermavano al nastro tagliato e che le prime pietre rimanevano desolatamente uniche...

Oggi è diverso: niente tagli di nastro e prime pietre ma promesse di interventi per risolvere problemi da parte di chi viene a chiedere il voto.

I tribunali? Non verranno chiusi, come i punti nascita negli ospedali, subito dragaggi ai porti, la cancellazione delle liste d'attesa, gli aiuti ai terremotati, eccetera eccetera.

Per ogni problema c'è la promessa della soluzione, sorvolando sulle situazioni che a monte fino ad oggi hanno impedito di venire fuori da situazioni complicate, come, per dirne una, l'insostenibilità di scelte precedenti che hanno quadruplicato, se non sestuplicato, enti e servizi per rispondere solo a esigenze di campanile.

Da qui le sei Asl di prima, con 35 ospedali tra pubblici e privati, e il proliferare di enti e strutture per non scontentare nessuno.

Siamo arrivati così, o almeno dovremmo essere arrivati alla resa dei conti con questa realtà che incide pesantemente sul nostro futuro.

Ma per la speranza di qualche voto in più si continua a ignorare come davvero stanno le cose.

In fin dei conti promettere costa meno di posizione prime pietre e tagliare nastri, e per il futuro c'è sempre la possibilità di accusare qualcuno, dalla burocrazia a scelte preesistenti, per non pagare dazio.

Purtroppo non riesco a vedere, in questa svolta, nessun miglioramento nel rapporto tra i cittadini e la politica.

Anzi mi sembra che le cose vadano sempre più peggiorando...

tutti pazzi per la Civita

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