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Politica e giustizia mettano al primo posto il rispetto dei cittadini 

di Gino Di Tizio

Nel suo editoriale pubblicato dal Corriere della Sera Angelo Panebianco affronta l'attualissimo tema dei "poteri in conflitto" con un titolo che già dice molto: "Politica, giustizia e ipocrisie".

Dopo aver citato la richiesta di autorizzazione a procedere fatta nei confronti del ministro dell'Interno Salbini e "il braccio di ferro in corso tra la Procura di Catania e lo stesso ministro sul caso della Sea Watch, Panebianco scrive che questa situazione ci "ributta addosso "uno dei nostri problemi irrisolti"

Spiega poi: "Esso riguarda i margini di libertà che spettano alla decisione politica in uno Stato che, come il nostro, si atteggia, non sempre in modo credibile, a 'stato di diritto'.

Nella sua nota il giornalista esamina in modo approfondito i vari aspetti di questo conflitto tra i poteri per arrivare quasi a suggerire ai due poteri di camminare su una "strada intermedia" che dovrebbe portare la politica a non attentare alla indipendenza della magistratura, e i giudici a rispettare la discrezionalità dell'azione politica.

Insomma si auspica un recupero di un rapporto tra i due poteri che non si sviluppi contro gli interessi dei cittadini.  

Perché non è tollerabile, come scrive sempre Panebianco, che possa affermarsi "la presunzione di colpevolezza", con gli "avvisi di garanzia" equiparati alle sentenze. Come venirne fuori?

Si fa sempre richiamo alla nostra Costituzione, che si vuole sia la più bella del mondo.

E se cominciassimo a dare pieno valore all'articolo, il primo, che stabilisce che tocca a noi popolo. a noi cittadini, il potere?

Per sostenere poi che sia per i politici che per i magistrati si tratta solo di una delega concessa perché in nostro nome gestiscano, ognuno nel campo delle proprie responsabilità, il nostro presente e il nostro futuro? 

tutti pazzi per la Civita

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