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Unici sprazzi di luce da Giovanni Legnini e Fabrizio Di Stefano

di Gino Di Tizio

In attesa di conoscere nomi e soprattutto programmi

Evidenti situazioni legate all'anno di nascita mi hanno reso testimone di tante campagne elettorali, tra prima e seconda repubblica, dove davvero si è visto di tutto e di più.

Mi è toccato anche raccontarle, per il ruolo che ho scelto, ma una vigilia al voto come quella che stiamo vivendo non credo possa avere riferimenti con il bello e il brutto del passato.

Siamo ancora in un buio preoccupante, rischiarato solo da qualche sprazzo di luce, come quello di Giovanni Legnini che scende in campo ma rinuncia al paracadute che gli offre il sistema di voto rinunciato ad essere anche capolista, o anche il no grazie di Fabrizio Di Stefano, corredato da motivazioni sulle quali sarebbe bene aprire approfondite riflessioni, a partire da quella che finora di tutto si è parlato ma poco o niente delle cose da fare per questa sventurata regione.

Speriamo che d'ora in avanti, nel poco tempo che ci rimase, qualcosa cambi, una volta resi ufficiali i nomi dei candidati, perché si dovranno impegnare per dirci come pensano di farci uscire dal tunnel e rendere credibili il loro programma.

Non vorrei che invece tutto si risolvesse nella corsa alla poltrona da accaparrare, in una visione della politica sempre più ridotta a "cosa loro", cioè dei pochi che sono nelle stanze dei bottoni delle varie botteghe politiche.

Sarebbe non solo l'ennesima occasione persa, ma anche un pericoloso passo di tutta la politica verso più che possibili disastri.

tutti pazzi per la Civita

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