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Mai vigilia elettorale è stata così confusa   

di Gino Di Tizio   

Con i partiti che sembrano aver perso la bussola.

 

Per quanto cerchi nella mia ormai lunga memoria di testimone di fatti e misfatti della politica e dei suoi protagonisti, non riesco a trovare nulla che possa assomigliare all'attuale caos che emerge alla vigilia delle elezioni regionali, a partire dalla data fissata, che è ancora in discussione e finire poi alla situazione delle candidature.

Solo il partito di Grillo ha da tempo il proprio candidato, scelto con scorciatoie permesse dal tipo di organizzazione del M5S che non ha alcun paragone con le altre strutture politiche.

Per il resto siamo ancora all'attesa dell'alba: meglio a sinistra, dove prende corpo l'avvento del tanto atteso Messia che possa far recuperare la giusta via, individuato nella persona di Giovanni Legnini, che comunque ha fatto chiaramente capire che con lui si deve voltare pagina, ovviamente non suscitando entusiasmo in alcune frange interne allo stesso Pd.

Nel centro destra si rischia davvero di fare autolesionismo, intanto per aver dato al "tavolo nazionale" la possibilità di scegliere chi gli abruzzesi dovrebbero votare, sulla base di una spartizione fatta comunque per curare interessi che non sono di sicuro quelli della gente di questa terra, visto che a contare è la militanza, non la preparazione al ruolo.

Poi potrebbe pesare la finora mancata apertura alle liste civiche che Fabrizio Di Stefano ha da tempo lanciato in pista, parlando finalmente di programmi eventualmente da presentare agli elettori.

Insomma siamo davvero in una situazione da "io speriamo che me la cavo", sperando di non dover pagare, alla fine, un prezzo troppo alto alla inconsistenza dell'attuale quadro politico.

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