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Gli editori puri e impuri non esistono   

di Gino Di Tizio   

Tocca ai giornalisti tutelare gli interessi ad essere infornati dei cittadini.   

A proposito delle polemiche sulla libera informazione, sugli editori puri e tutto quello che riguarda il sistema dei media posso portare la mia diretta testimonianza, visto che dal 1957 appartengo a quel mondo.   

Sulla libertà insisto nel sostenere che è patrimonio personale di ogni giornalista e tocca a lui difenderlo, oppure scegliere di schierarsi a totale disposizione di chi paga a fine mese, perché anche i giornalisti hanno famiglia...

Gli editori non sono puri od impuri: rarissimi coloro che vivono solo facendo quel mestiere, almeno al vertice di giornali importanti e di reti televisive.

Ci sono sempre interessi collegati a rompere quella purezza.

Ma c'è modo e modo di farlo.

Personalmente ai tempi di Rete sei, che comprendeva Tv, Tvra, Telemax, Tele Abruzzo, Video Pescara, oltre a Radio Elle, sono stato chiamato dal dottor Vincenzo Angelini a dirigere l'intera rete.

Angelini ai tempi era il re delle cliniche private, ed aveva ovviamente precisi interessi nella sanità, ma quel che riguarda l'informazione televisiva non mi ha mai chiesto di fare "marchette", e chiedo scusa per il termine usato, che comunque rende bene le cose, in favore dei suoi interessi.

Semplicemente quando si trattava di problemi legati alla sanità, nell'affrontare i servizi, chiedevo a tutti di rendere palese che l'editore era proprio Angelini.

Non abbiamo venduto merce avariata, in favore di interessi che non erano quelli dei cittadini.

Ed è per me la strada maestra che chi fa questo mestiere dovrebbe sempre impegnarsi a seguire.

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