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Ignorare i criteri di meritocrazia impedisce al paese di crescere   

di Gino Di Tizio   

"Lottizzare è peggio di rubare" per la comunità civile: lo sosteneva Enzo Biagi che spiegava anche perché.   

"Dai ladri trovi difesa nelle forze dell'ordine e nei magistrati, dall'incapace messo a vertice di qualcosa che è importante per la vita di tutti i cittadini non c'è chi possa difenderti".

Aveva ed ha ancora, purtroppo, pienamente ragione, perché non vedo nella realtà che si sta formando quel "cambiamento" che sarebbe necessario per rendere finalmente questo Paese civile e competitivo.

La meritocrazia continua a lasciare il passo, anche dove occorrerebbero specifiche qualità e competenze per reggere il ruolo, a galoppini, portaborse e ai soliti amici degli amici, o, se preferite, compagni dei compagni e persino camerati dei camerati.

Fino a che i partiti continueranno a somigliare sempre di più ad uffici di collocamento per gli appartenenti alle rispettive botteghe, non se ne viene fuori.

E' un dramma mai risolto della società italiana. Il cambiamento promesso?

Speriamo che finalmente qualcosa si muova in quella direzione, ma davvero, visto l'andazzo, la speranza è anche per questa situazione l'ultima dea.