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Prevale la confusione non solo nel centro destra che non sceglie ancora il candidato   

di Gino Di Tizio   

Ricapitoliamo: la Lega chiede a Fratelli d'Italia di fare presto a indicare il nome del candidato alla presidenza della giunta regionale, per mettere parola fine alla spartizione decisa non si sa in base a quale criterio dai signori Berlusconi, Salvini e Meloni, Fdl risponde chiedendo il "rispetto" dei suoi tempi.   

Quindi viene accettato in sede locale la logica prevalsa al centro che la militanza partitica, quindi la maglia che indossi, conti più di qualsiasi altro discorso.

Ci si unisce insieme in coalizione non per presentare il personaggio che ha più capacità e maggiore credito, ma colui che fa parte di una delle botteghe, a prescindere da tutto il resto.

Sugli altri fronti non siamo a questi livelli che, da cittadino, insisto nel considerare indecenti, ma anche questi mancano visioni chiare dei percorsi da fare o fatti.

Nel centro sinistra si tira la giacca a Giovanni Legnini, ma non mancano altre iniziative per presentarsi con personaggi che possano garantire la conservazione del potere da parte di chi finora ha gestito il partito.

L'unico che ha già scelto con Sara Marcozzi il candidato presidente è il Movimento 5 Stelle ma l'ha fatto con qualche problemino solo parzialmente venuto alla luce sul modo come si è arrivati alla designazione.

Comunque almeno il M5S la scelta l'ha fatta.

Vero è che il 10 febbraio, scelta scellerata fatta per tornare al voto, è ancora lontano, ma il pericolo che si comincia a correre è che lo spettacolo che si sta dando possa avere solo come effetto la vittoria sempre più schiacciante del partito del non voto.

E' questo che vogliono?

tutti pazzi per la Civita