Pin It

Milioni di euro finiti in fumo per il Centro Servizi Val Pescara   

di Gino Di Tizio   

C'è un antefatto, rispetto alle vicende legate alla enorme struttura costruita in contrada Selvaiezzi di Chieti, oggi finalmente sotto gli strali della Corte dei conti e delle procure della repubblica, che può dare la giusta dimensione allo scandalo di soldi pubblici per il Centro Servizi Val Pescara.   

Infatti l'attenzione di tutti coloro che stanno intervenendo sulla questione è concentrata principalmente sulle vicende legate al Parco tecnologico, saltando però tutta la parte iniziale che era alla base del progetto costato venti miliardi di vecchie lire.

Bisogna invece ricordare, per capire quanto accaduto, che la struttura nacque, per iniziativa del Comune di Chieti e del Consorzio Industriale Val Pescara sul finire degli anni 80 per dare al territorio un attrezzato centro fieristico e una struttura operativa messa in grado di offrire servizi alle aziende della Val Pescara.

Furono siglati accordi e ottenuti i fondi, che interessarono anche un edificio costruito nella zona del Teate center.

Fondi europei arrivati in due trance da 10 miliardi di vecchie lire.

La gestione venne passata al Consorzio Industriale, ma dell'originario progetto di realizzare un centro al servizio delle imprese e un polo fieristico non si parlò più: ci furono alla base di questa chiusura la tutela di interessi riferiti ad altri territori, in particolare per le fiere.

A dare il colpo di grazia all'originale progetto la scelta della Camera d Commercio di trasformare il Foro boario ormai dismesso nella sede dell'ente, dotandolo, con una spesa di circa 4 miliardi, anche di spazi utilizzabili per manifestazioni anche fieristiche.

E il Centro val Pescara? Venne usato a lungo, prima dell'avvento del Parco tecnologico, che però utilizzò, solo una parte dell'immenso complesso, come magazzino...

Arrivò poi la svolta dell'apertura nei confronti del Parco Tecnologico e di società operanti nel particolare settore, di cui oggi si stanno occupando Corte dei Conti e magistratura, per tardiva iniziativa della Regione, finalmente svegliatasi dal colpevole torpore che aveva mostrato nei confronti del patrimonio esistente a Selvaiezzi.

Certo, meglio tardi che mai, non sarebbe male ora tornare indietro nel tempo e dare spiegazioni, possibilmente corredate dalla indicazione di possibili colpevoli, se colpe dovessero emergere, almeno perché i cittadini sappiano chi ringraziare per tanti soldi buttati al vento.

Se si pensa che ai 20 miliardi di vecchie lire finiti in fumo, bisogna aggiungere gli oltre venti milioni di euro per il potabilizzatore che mai potrà entrare in funzione realizzato a poche centinaia di metri sempre in Val Pescara, siamo a qualcosa come oltre trenta milioni di euro concessi dall'Europa e finiti in niente.

L'impegno dovrebbe essere, non solo di magistrati contabili e penali, ma anche del mondo politico, almeno di far sapere come è potuto accadere per evitare che in futuro ci siano altri clamorosi esempi di sprechi di pubblico denaro.

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna