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Dal "Io non ci sto" di Salfaro alle esternazioni di Salvini   

di Gino D Tizio   

Un rapporto da riequilibrare    

"Nessun cittadino è al di sopra della legge" ha detto il presidente Mattarella in occasione della cerimonia per ricordare Oscar Luigi Scalfaro, famoso anche per quel "io non ci sto" pronunciato a reti unificate che non era certo un attestato di fiducia al sistema giudiziario mediatico del Belpaese.   

Ma torno alla frase del nostro presidente per sostenere, con tutto il rispetto che gli si deve, che il problema oggi non è, per i cittadini, stare al di sopra della legge, ma quello di starci sotto senza avere le giuste garanzie che i pesi della bilancia possano garantire sempre un peso equilibrato.

Un problema, quello di riequilibrare poteri tra politica e magistratura, che non si risolve né con le forzature di Salvini, che comunque segnalano situazioni di reale disagio nel rapporto esistente, né con le battute da cabaret di Davigo, quando dice che "i politici non hanno smesso di rubare, ma di vergognarsi", né con gli atti di fede nei confronti di un sistema che presenta purtroppo tante distorsioni che sarebbe sbagliatissimo continuare ad ignorare.

Certo, il presidente Mattarella fa bene a ricordare, a tutti, anche a magistrati, il valore della divisione dei poteri stabilito dalla Costituzione, ma non sarebbe male andare oltre, per rimettere paletti ben visibili a segnare quella divisione in modo da offrire reali garanzie a tutti i cittadini che non possono cavarsela, quando hanno la sensazione netta che la bilancia opera con pesi alterati, dicendo "io non ci sto".