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Che sia l'inizio di un processo che porti a dare senso alla parola meritocrazia  

di Gino Di Tizio  

Fermo restante la presunzione di innocenza che vale anche per il governatore della Basilicata e per le altre persone coinvolte spero da cittadino che gli eventi che si stanno registrando in quella parte del Belpaese segnino finalmente l'inizio di un processo che porti al risultato finale che la parola meritocrazia non risulti sempre e comunque una presa in giro quando si tratta di pubbliche amministrazioni.  

Ciò premesso qualche considerazione va fatta per andazzi che, purtroppo, non riguardano solo la Basilicata.

C'è chi se la sente, anche da noi, trattando quel che avviene nella sanità, che le scelte non siano influenzate dalla politica o da interessi che sono ben lontani da quelli che dovrebbero essere garantiti per la comunità civile?

C'è chi è in grado di spiegare, ad esempio, a quale criterio risponda il fatto che i direttori generali delle Asl, presentati come "manager" slegati dalla partitocrazia, vengano sempre cambiati quando si modifica l'assetto del potere regionale?

Riguardo ai concorsi pensati a uso e misura del candidato "protetto" c'è una lunga e sostanziosa letteratura anche da queste parti... Ora sta cambiando l'aria?

Ripeto, lo spero, soprattutto per i nostri giovani ai quali la mi generazione non ha saputo offrire certezza che il loro cammino verso il futuro fosse sgombro dal fango.

E di questo non possiamo non rammaricarci e chiedere scusa ai nostri figli    

tutti pazzi per la Civita

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