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Basta un clic per vedersi addebitare abbonamenti mai richiesti

di Gino Di Tizio

Le vie che portano a creare problemi al povero cittadino, ed anche, come in questo caso, a truffarlo, sono davvero infinite: infatti forse non tutti sanno, ma a molti è capitato, che navigando su internet con il tuo cellulare basta un clic per visualizzare una pubblicità o un messaggio che rischi di ritrovarti addebitati, senza alcun preavviso o richiesta di conferma, abbonamenti settimanali da cinque euro.

Non ti salva il fatto di chiudere immediatamente la pagina, dopo aver cliccato, visto che non sei non interessato al prodotto, perché dopo pochi secondi ti arriva un messaggio SMS di questo che ti comunica l'attivazione dell'abbonamento che non ti sei mai sognato di chiedere.

Se vai a verificare il tuo credito residuo scopri che l’importo ti è stato addebitato.

E non si creda che siano casi sporadici, perché sono in tanti ad essere vittime di queste vere e proprie "truffe legalizzate", come le ha definite Aldo Cerulli, responsabile regionale di Cittadinanzattiva, più volte chiamato ad intervenire a difesa dei consumatori.

"La parte più pittoresca di queste tariffe -spiega ancora Cerulli- è che se riesci dopo innumerevoli tentativi a parlare con un operatore egli gentilmente riconosce l'attività pirata e provvede subito a cancellarti dall'abbonamento indesiderato ma, quando gli chiedi la restituzione del maltolto ti informa che lui non può farlo in quanto l'inserimento si è verificato da oltre 12 giorni (regola mai comunicata agli utenti).

La legalizzazione della truffa sta nel fatto che quando ti accorgi del primo addebito (che il disonesto fornitore del servizio a pagamento ti ha praticato) sono passati più di 15 giorni".

Gioco sporco così fatto a danno di tanti cittadini, in un sistema che peer funzionare deve avere, di certo, se non complicità, elemento la compiacenza delle compagnie telefoniche.

Ed allora come si può reagire a questa assurda situazione?

Spiega ancora Aldo Cerulli, attivissimo nel suo ruolo di difensore dei diritti dei cittadini: "L'unica cosa che rimane da fare è il ricorso al CO.RE.COM: ed è chiaro che di fronte a questo sopruso (più volte sanzionato dal Garante delle comunicazioni con multe salatissime...il che fa pensare ad introiti milionari illegittimi) quando assisto l'utente in conciliazione non mi limito a chiedere i 5 euro addebitati ma almeno 150 euro per lo scomodo patito dall'utente".

Una strada per reagire quindi esiste e può anche portare a giusti risarcimenti.

Importante saperlo, perché sono situazioni che possono verificarsi solo se nessuno ne parla e se fa carico, non foss'altro per rendere questo paese più civile.

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