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Febbo sostiene: giallo dei finanziamenti regionali

di Gino Di Tizio

D'Alfonso li annuncia, Febbo sostiene che vende fumo.

Chi può dire la verità, visto che non stiamo parlando di bruscolini, ma di soldi.   

Fa sapere, il consigliere provinciale di Chieti Vitale che il Liceo Artistico di Chieti non potrà trasferirsi al Ciapi perché si è persa traccia del contributo di trecento mila euro promesso dalla Regione.

E sostiene infine che una congrua parte di quello stanziamento è stato dirottato per un intervento in un comune pescarese.

Ha parlato anche, nella intervista, dei fondi che ancora si attendono per la De Meis ed anche per il teatro.

Non è certamente nuova l'accusa che viene fatta alla Regione, e al suo presidente-senatore, di far restare sulla carta le promesse di finanziamento, ma a questo punto un chiarimento davvero si imporrebbe di fronte a quanto sta accadendo.

E mi rifaccio alle convenzioni firmate da D'Alfonso e da 14 sindaci abruzzesi per finanziamenti di 140mila euro a comune per interventi necessari per il centro storico.

Subito dopo l'annuncio di queste firme, il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, presidente della commissione di vigilanza, ha emesso un comunicato per sostenere che quei soldi in pratica non esistono, anche perché -ha scritto- mancano gli atti degli uffici regionali e soprattutto le firme del dirigente.

Due visioni del tutto contrapposte quando si parla di soldi, non di bruscolini, che arrivano da rappresentanti delle istituzioni, con precisi ruoli di responsabilità.

Chi ha torto? Chi usa sfacciata propaganda o propone speculazioni politiche violentando la realtà delle cose?

E' accettabile che nessuno sia in grado in questo Belpaese di farci sapere chi ha mentito, per interessi di parte o cialtroneria?

Se c'è si faccia finalmente sentire, per ristabilire la verità a tutela degli interessi reali degli abruzzesi.

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