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La vicenda dell'arresto dei 4 della famiglia Casamonica

di Gino Di Tizio

Sul Corriere della Sera di oggi Fiorenza Sarzanini nella sua nota di commento ai fatti che hanno portato all'arresto di 4 esponenti della famiglia Casamonica protagonisti del pestaggio al bar a Roma, pone una domanda, tra le altre considerazioni fatte.

"...Cosa sarebbe accaduto se la notizia non fosse uscita e soprattutto non fosse stato pubblicato il video che mostrava l'attacco al barista e alla disabile: ci sarebbe stata l'accelerazione della indagine, a distanza di 40 giorni dall'episodio?"

Non è una domanda che può essere trascurata, almeno da chi invoca un diverso funzionamento della bilancia della giustizia.

C'è poi altro che credo meriti riflessione: l'aggressione ai giornalisti della Rai che all'alba erano presenti a riprendere gli arresti che i poliziotti stavano effettuando.

Solidarietà, certo, agli aggrediti, ma fino a che punto è giusto mettere sull'avviso giornalisti (in specie quelli del servizio pubblico) perché riprendano operazioni di polizia, come gli arresti?

Cosa toglie e cosa aggiunge alla notizia vedere le immagini di gente portata via in manette?

La Rai, nei suoi notiziari, farebbe meglio a echeggiare lo stesso interrogativo posto dal Corriere e pretendere risposte, invece di prestarsi a realizzare gogne che nessun codice prevede.

Ricordiamo Enzo Tortora trascinato in manette, alla presenza, voluta e richiesta, dei media.

In altre civiltà gli imputati non si possono riprendere nemmeno quando sono in pubbliche udienze in tribunali, al massimo vengono chiamati in azione disegnatori: da noi i processi si fanno in Tv.

Difficile poi parlare dell'Italia come culla del diritto...