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Mario LandolfiVicenda "esacrabile", ma l'informazione non ha fatto una bella figura 

di Gino Di Tizio

Trovo "esacrabile", per stare a quanto dichiarato dallo stesso Landolfi, il violento schiaffo che ha riservato al giornalista Lupo, ma non riesco ad applaudire il tipo di giornalismo che ho visto ancora una volta andare in onda nel corso della trasmissione di Giletti "Non è l'arena". 

Un comportamento che sembra aver aperto una nuova frontiera a questo mestiere e non credo che sia una cosa che possa migliorare il ruolo che siamo chiamati ad occupare.

Certo, un giornalista deve approfondire i fatti ed è nel suo mestiere fare domande e porre interrogativi, ma se chi interpelli non vuole risponderti non dovresti inseguirlo, continuare a lanciare domande, anche se il soggetto preso di mira tira dritto e poi mandare tutto in onda.

Con Landolfi la cosa è degenerata in violenza, ma in molti casi si consumano per me pesanti scorrettezze in nome della informazione e della sua libertà.

Cosa voglio dire? Semplicemente che se chi si vuoi intervistare rifiuta di rispondere hai tutto il diritto, e se vuoi anche il dovere, di rendere pubbliche le domande che volevi fare e mettere in risalto che risposte non sono arrivate, facendo poi tutte le valutazioni del caso.

Mandare in onda scenette del giornalista che insegue e fa domande, anche cattive, mentre l'altro tace forse risponderà a motivazione di ottenere ascolto, ma non rende, per me, un buon servizio al giornalismo e alla sua dignità

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