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Un grave errore continuare a dare spazio ai cattivi maestri generatori di odio  

di Gino Di Tizio

Sostiene non da oggi l'amico Bartolo Iossa, per anni docente di filosofia e studioso di grande impegno, che noi nati nel 1940 non abbiamo vissuto il 68, ma l'abbiamo subito.

Posso aggiungere: come abbiamo subito, senza poter avere alcuna voce in capitolo, nei primi anni della nostra vita il peso della seconda guerra mondiale, con le sue privazioni e le sue difficoltà.

Forse però questa forzata estraneità a quel che è accaduto in quegli anni ci ha dato oggi la possibilità di capire meglio le cose.

Noi non abbiamo goduto del 18 politico, non abbiamo partecipato a scontri, non abbiamo alcuna rivoluzione da vantare, ma almeno non abbiamo la colpa di essere stati cattivi maestri nel fomentare odio ed anche sangue ed oggi possiamo dare al ricordo indirizzi non faziosi, per il ruolo di osservatori che ci è toccato.

Possiamo dire che chi ha portato avanti teorie che hanno condotto giovani di venti anni ad odiare altri giovani, fino a spargere il loro sangue, solo perché indossavano una divisa, o un eskimo o una maglia nera, e alzavano il braccio a pugno chiuso o a mano aperta, ha commesso delitti che in una comunità civile non dovrebbero mai trovare oblio e meno che meno perdono.

Chi vuole riproporre quella stagione ha il dovere netto di schierarsi, senza se e senza ma, proprio in rispetto dei tanti che hanno perso la loro vita o si sono rovinati l'esistenza.

Cosa che i media non hanno di certo fatto con le trasmissioni di questi giorni, per ricordare la tragedia di Aldo Moro e della sua scorta: un peccato grave, imperdonabile quando a commetterlo è stato anche il servizio pubblico, per il quale ogni cittadino è obbligato a pagare un canone.