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Massimo D'Alema e Laura BoldriniSconcertanti e pericolose prese di posizione dei due personaggi   

di Gino Di Tizio

Prodi? "un compagno che sbaglia": Massimo D'Alema non ha trovato di meglio per polemizzare nei confronti del Pd, dopo la scelta annunciata dallo stesso Prodi di scegliere Gentiloni, in prospettive elettorale, senza rendersi conto, mi auguro, di quello che ha evocato.

Anche i terroristi, giovani capaci di uccidere spinti da ideologie perverse, vennero giudicati "compagni che sbagliavano", almeno quelli identificati come "rossi".

Preoccupante anche che la terza carica dello Stato, il presidente, anzi la Presidenta Boldrini, chieda di cancellare movimenti che richiamano il fascismo e sembra girarsi dall'altra parte nei confronti di chi fa della violenza, anche contro forze dell'ordine, un modo per portare avanti le proprie istanze.

Non ci siamo.

Di certo nella realtà che stiamo vivendo quello di cui non abbiamo bisogno sono cattivi maestri che tornano sulla scena a evocare e suscitare violenza oltre che a fomentare odi che non dovrebbero più esistere, condannati come sono stati dalla storia.

D'Alema e la stessa signora Boldrini non dovrebbero dimenticare che, proprio grazie a tanti cattivi maestri, a cui oggi si arriva persino ad aprire le porte delle nostre università, giovani hanno ucciso altri giovani, solo perché indossavano una divisa, un eskimo o una maglia nera e salutavano a braccio teso o con il pugno chiuso.

Non facciano in maniera da poter essere identificati oggi come possibili portatori di nuovi odi e nuovi errori, soprattutto in rispetto del ruolo che hanno avuto o che ancora hanno.

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