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UN PROBLEMA DI LIBERTA’?

di Gino Di Tizio

“La censura è una cosa odiosa”, ha scritto qualche giorno fa sul Corriere della Sera Pierluigi Battista, commentando la condanna al rogo del libro “Falce e carrello” del patron di Esselunga Bernardo Caprotti, come è noto sentenziata da un tribunale.

La censura può essere anche idiota, come indubbiamente può apparire, se tutto rispondesse al vero, l’iniziativa di alcuni esponenti della maggioranza del Comune di Pescara che si sono rivolti ai responsabili del Tg3 Abruzzo per protestare contro Daniela Senepa non per il servizio fatto nel telegiornale regionale, ma per quello che aveva scritto sulle pagine di Facebook.

Commenti pesantissimi, corredati anche di espressioni certamente volgari, contro Fede, che doveva essere presente a Pescara, ma anche tirando in ballo Berlusconi, Lele Mora la Padania e i ministri. Per questo era stato chiesto al responsabile della testata di “redarguire la giornalista”.

E’ scesa subito in campo “a seguito di questo avvenimento increscioso che va a ledere la libertà di espressione e di stampa” l’associazione Espressione Libre che ha  organizzato per la serata di venerdì una manifestazione sotto la sede Rai di Pescara chiedendo “alla cittadinanza  di essere presente con un bavaglio e con qualsiasi tipo di cartellone  per manifestare tutto il nostro dissenso verso questo vergognoso gesto di bavaglio dell’informazione da parte della giunta comunale di Pescara”.

La manifestazione si è tenuta, alla presenza di un centinaio di persone, tra cui esponenti dell’Italia dei Valori, del Pd, di Rifondazione e altri partiti, oltre che di alcuni giornalisti.

Da Espressione Libre per l’occasione è arrivato anche l’invito di astenersi dall’esporre bandiere di partito o simboli riconducibili ai partiti stessi.

“ L’evento- hanno spiegato- vuole essere solo ed esclusivamente a difesa di tutti coloro che credono nella libera informazione e che fanno dell’articolo 21 della Costituzione un credo ineludibile e intoccabile per la nostra vita e per la nostra democrazia.

Ma cosa aveva scritto su Facebook Daniela Senepa. Rileggiamolo: “12.000 euro dal Comune per la solita parata di mucche al mercato col lenone di Berlusconi, tal Emilio Fede, che si picca anche di fare il giornalista. Servo, venduto, corrotto.

Il peggio del peggio. Spero che stasera a Pescara lo spirto guerrier ch'entro ‘ci’ rugge, urli come deve e come sa. Civilmente ma con fermezza totale”.

Inoltre sempre su quella pagina di Facebook è apparso il video di una pernacchia dedicata espressamente a “Emilio Fede, al porco del suo padrone, agli idioti Miss e Mister di tutto il mondo, alla Padania, ai suoi ministri e a chi va appresso a questo stuolo di ladri e puttanieri”.

Padronissima, ovviamente, la giornalista di scrivere quello che vuole su Facebook, ma siamo certi che possiamo riportare tutto questo all’articolo 21 della Costituzione e leggerlo come un attentato alla libertà di stampa?

Ricordiamo che la manifestazione organizzata aveva un titolo:“Per Daniela Senepa, per la libertà di pensiero”, e il bavaglio sulla bocca è stato messo per “simboleggiare l’imbavagliamento che, in Italia, troppi media subiscono”.

Certo siamo anche noi schierati per la libertà di pensiero, ma crediamo anche che, quando si tratta di informazione, quella libertà non può essere assoluta: si ferma quando si va a ledere la libertà degli altri.

Per essere ancora più chiari non riusciamo a credere che dare degli idioti a chi partecipa a concorsi di bellezza, definire genericamente ladri e puttanieri personaggi politici, dare del porco e del lenone a Berlusconi possa rientrare nella libera informazione tutelata dall’articolo 21.

Comunque, visto che c’è stata mobilitazione per l’informazione, perché l’associazione citata, tanto attenta ai problemi della informazione e della sua libertà, non si occupa anche di come si entra a far parte della Rai? Con quali meriti, e quali garanzie che non siano invece i partiti a designare i loro protetti?

Non ci sembra un problema da poco. Dovrebbe interessare anche i politici presenti, ai quali fin da questo momento diciamo che siamo disponibili a dare testimonianza dell’andazzo che c’è nella sede abruzzese, e non da oggi. Se dobbiamo batterci per una informazione davvero libera da condizionamenti, non è il caso di cominciare da questo?

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