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“UNO SCHIAFFO AGLI ABRUZZESI”

di Gino Di Tizio

Il rinvio della decisione di tagliare i vitalizi ai consiglieri regionali è stato “uno schiaffo agli abruzzesi”, ha detto il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci.

Certo noi abruzzesi, che magari ingenuamente speravamo fosse la volta buona per cancellare questo odioso privilegio della casta politica, non l’abbiamo presa come una carezza, anche se possiamo credere che non siano tutti campati in aria i motivi addotti dal presidente Pagano e dall’ufficio legislativo per inviare all’esame della commissione la proposta di legge avanzata dallo stesso Pd.

Comunque prendiamo atto che almeno la volontà di procedere è emersa da tutti gli schieramenti presenti in Consiglio regionale.

Ora si tratta di incalzare i signori consiglieri, perché, come si dice, non accada che “passata la festa, gabbato lo santo”, anche perché, se ci si pensa, da festeggiare nel caso non c’è davvero molto.

La pensione ai consiglieri è davvero uno schiaffo a tutti i lavoratori, e fa ancora più male oggi quando agli stessi lavoratori si chiede di aumentare l’età in cui si può smettere di lavorare e di fare sacrifici anche nel momento di incassare la liquidazioni.

La pensione poi d’ora in avanti sarà parametrata, lasciatesi passare questo brutto ma efficace termine, alle somme effettivamente versate.

Nessuna possibilità di avere ciò che hanno avuto in passato i sindacalisti e altre categorie, che hanno maturato il vitalizio senza versare una lira.

Sta cambiando tutto, sotto la spinta della crisi e della mancanza di risorse.

Come si può pensare che possa restare in piedi per i consiglieri regionali il godimento del vitalizio dopo solo cinque anni e versando una inezia, rispetto a ciò che poi a spese di tutti i cittadini verrà versato agli stessi consiglieri?

Non parliamo poi di altri privilegi, come il fatto di poter cumulare altre pensioni.

Ci sono esempi clamorosi di chi incassa pensione come parlamentare, come consigliere regionale ed anche per la professione che ha svolto fuori dalla politica.

Ovviamente poi il vitalizio regionale è reversibile.

Meno male che in Abruzzo ora al vitalizio si accede quando si ha almeno 60 anni, per via di una riforma voluta dal presidente Pagano, perché fino a ieri bastavano 55 anni.

Al riguardo però va ricordato che ci sono una decina di ex consiglieri che non ci stanno all’aumento dell’età per godere della pensione.

Già, non si toccano i diritti acquisiti…

Ma di quali diritti parliamo? In questa vicenda di diritto non c’è davvero nulla.

E’ tutta una vergognosa stortura che dovrebbe essere impegno di una comunità davvero civile e responsabile cancellare al più presto.

E restiamo in attesa che il Consiglio regionale faccia seguito ai buoni propositi che tutti hanno espresso.

Non vorremmo che tutto si rivelasse una presa in giro.

Sarebbe insopportabile.

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