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Le Regione rinvia la loro cancellazione

di Gino Di Tizio

La vicenda dei vitalizi da abolire, come era facilmente prevedibile, si è complicata in Consiglio regionale, malgrado sia la maggioranza che l’opposizione convengano che si tratta di un privilegio non più tollerabile.

Di traverso ci si è messo l’Ufficio legislativo della Regione, che ha ritenuto inammissibile la proposta avanzata dal Pd.

Ora toccherà alla competente commissione mettere a punto la proposta di abolizione che poi andrà alla definitiva approvazione del Consiglio regionale.

Nessuna paura però per gli attuali consiglieri: loro, quelli della nona legislatura, non perderanno il vitalizio.

Già, perché devono essere “fatti salvi” i diritti acquisiti.

Evidentemente vengono considerati diritti sacrosanti quelli maturati versando poco più di settemila euro all’anno, per la durata della legislatura (prima bastavano trenta mesi), per incassarne minimo più di ventiquattromila (oltre duemila al mese).

Un bell’affare, non c’è dubbio.

Diritto acquisito?

Dura farlo capire soprattutto ai giovani che oggi se avranno la pensione, come ha giustamente osservato su Facebook il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci che su questi argomenti sta portando avanti una sua personale e sacrosanta battaglia, la otterranno in relazione a quanto hanno versato.

Sconcerta poi che quando si tratta di approvare provvedimenti che in qualche modo favoriscono i partiti e i loro rappresentanti tutto fila via liscio.

Le decisione vengono prese con effetto immediato e gli uffici tecnici di appoggio non mostrano la stessa solerzia nel dare il loro parere, anzi appaiono piuttosto distratti.

Poi quando invece ci sono da eliminare situazioni che sono vere e proprio sconcezze, come l’esistenza di gruppi formati da una sola persona, si arriva a sostenere che si, vanno cancellati, ma dalla prossima legislatura. Perché?

Ma ci sono i diritti acquisiti che non possono essere toccati…

Vogliamo invece stabilire una volta per tutte che i privilegi, le forzature, gli abusi non possono mai trasformarsi in un diritto?

Possibile infine che anche i signori della politica di casa nostra non si accorgano che sta soffiando un vento nuovo che rischia di spazzar via chi si ostina a voler conservare situazioni che non sono più sopportabili, nel momento difficile che tutti siamo costretti a vivere?

C’è un piccolo ma significativo episodio di cui ci siamo occupati accaduto in questi ultimi giorni al Comune di Chieti, dove un consiglio comunale in prima convocazione è stato rinviato quando si doveva discutere un solo punto dell’ordine del giorno. Oggi è stato convocato in seconda per discutere di quel solo argomento. La forte reazione negativa che la cosa ha suscitato fuori e dentro la politica ha portato alcuni consiglieri a fare la proposta, rivolta a tutti i gruppi, di non presentarsi in aula. Il sindaco di Chieti Di Primio invece chiede che il consiglio si faccia ma che i gettoni vengano dati in beneficenza. Comunque ci si è resi conto che è stata una figuraccia. Speriamo che serva per il futuro e che faccia capire che la corsa al gettone di presenza non può scadere a livelli inaccettabili, come è accaduto a Chieti. Anche perché ormai le cose non passano più sotto silenzio e nell’indifferenza della gente, come appunto si è verificato in questa occasione. Per rendersene conto basta dare una occhiata agli interventi registrati sui siti web da tanti cittadini, con parole assai pesanti verso i protagonisti

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