Non si cancella la storia

di Gino Di Tizio

ll consiglio comunale di Guardiagrele ha detto no alla revoca della cittadinanza onoraria concessa nel lontano 1924 a Benito Mussolini, come a suo tempo l'arcivescovo Venturi rifiutò, a guerra finita, di far togliere i fasci che esistono sulla cupola della cattedrale (dove  oggi ancora sono) e il museo Universitario della d'Annunzio  si trova nel palazzo che porta il nome di Arnaldo Mussolini, dove ancora sono i fasci, privati però delle asce, come se distruggere un manufatto, come si voleva fare, potesse cancellare il passato legato al regime fascista. 

Antonio RazziUno scippo nei confronti dei cittadini

di Gino Di Tizio

In questi convulsi giorni che la politica sta vivendo viene spesso citato Antonio Razzi come esempio negativo nella attualissima questione dei voltagabbana, dalla presenza dei quali dipende la vita del nostro governo, ma pochi riflettono su un fatto: l'ex senatore è stato l'unico che ha affermato un principio che credo sia importante recuperare e parlarne esaminando l'argomento.

Il pressappochismo che ha fatto sì che si sia passati dal tutti liberi a tutti chiusi

di Gino Di Tizio

Il colore rosso, per tradizione, caratterizza il periodo natalizio e vale una beffa che ce l'abbiano imposto con il pesante sospetto che la scelta non sia stata suffragata dalla logica e soprattutto dal rispetto che comunque si deve ai cittadini, alle loro tradizioni, al loro sentire.

Le storie non esemplari di condanne e assoluzioni

di Gino Di Tizio

Pierluigi Battista, nella sua rubrica "Particelle elementari" che appare sul Corriere della Sera ha firmato una nota dal titolo "Stritolati e assolti, non solo Bassolino" nella quale rende noto un lungo elenco di personaggi della giustizia "assolti dopo essere stati stritolati per anni da inchieste e processi con grande clamore sui media".

Torniamo su un caso di una vicenda che non onora la giustizia

Da Romeo Raimondi riceviamo e pubblichiamo

Da Romeo Raimondi, protagonista suo malgrado di una lunga vicenda giudiziaria che comunque non onora la nostra giustizia, non solo per i lunghi tempi in cui si è svolta finora, riceviamo e pubblichiamo: