Sono morti nere, non bianche

di Gino Di Tizio

La morte non si presta alle statistiche, perché ogni volta è una tragedia diversa, che non si può ridurre a fredde cifre, specie quando avviene sul lavoro. Intanto non le chiameremmo più “morti bianche”.

Perché non c’è davvero niente di bianco, di chiaro, di pulito in una morte che colpisce chi sta lavorando, per se stesso e per la propria famiglia. Semmai è nera, come il lutto che porta, come la disperazione che scatena e che toglie luce e speranza.

Politica e moralità

Di Gino Di Tizio

L’argomento “questione morale” è tornato prepotentemente in campo, dopo i recenti fatti di corruzione che ancora una volta hanno interessato i signori della politica nazionale. Ma cos’è questa “questione”, come leggerla e soprattutto come affrontarla e risolverla? In Abruzzo non è che siamo messi meglio di altre regioni oggi interessate da scandali. Infatti abbiamo già dato e siamo in attesa che la giustizia ci restituisca una verità sui fatti accaduti. Quindi l’argomento è, come dire?, pertinente.

La morale della casta  

di Gino Di Tizio  

Gian Carlo Caselli, notissimo magistrato, ha scritto su Il Centro di martedì una nota “La morale della casta”, nella quale sostiene che “questione morale significa che i politici debbono prevedere come normali le dimissioni dagli incarichi pubblici di coloro che sono accusati di gravi irregolarità”.  

Se c’è una regione italiana che può dire molte cose sulla questione morale in politica questa è certamente l’Abruzzo. 

Infatti da quando è esplosa Tangentopoli, particolarmente devastante anche da queste parti, la vita politica regionale è stata decisamente condizionata dalle manette.  

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