LE CIFRE CHE NON TORNANO

di Gino Di Tizio  

Quanti erano a manifestare con la Cgil a Teramo? Quattromila, come dice la questura, seimila, come hanno inizialmente segnalato gli stessi organizzatori, oppure diecimila, come alla fine ha detto nei suoi servizi il Tg3 seguito da tutti i mass media che  si sono immediatamente e acriticamente adeguati?

Capiamo che affrontare questo tema, in relazione a quel che lo sciopero della Cgil ha significato nella situazione che si registra in Italia e in Abruzzo, può apparire riduttivo, ma siamo convinti che abbia la sua importanza.

Siamo un paese che ha bisogno di ritrovare fiducia nella sua classe dirigente e in tutti coloro che hanno un ruolo che incide in qualsiasi modo sulla vita di tutti e che quindi non può tollerare quel che accade abitualmente in queste manifestazioni.

SONDAGGI IMPIETOSI PER LA POLITICA

di Gino Di Tizio

Un sondaggio, firmato da Mannheimer, diffuso in questi giorni meriterebbe molta attenzione da parte dei signori della politica.

Premettiamo intanto che non crediamo che i sondaggi siano pagine di Vangelo, ma certamente valgono come indicatore dell’aria che si respira e della atmosfera che si vive. 

Dalla regione Abruzzo

I  SEGNALI CHE ATTENDIAMO 

Di Gino Di Tizio

Ricordate la “sceneggiata” del consiglio regionale abruzzese che si è svolto il 15 agosto?

Nelle intenzioni quella convocazione, per un consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni, doveva essere un forte segnale destinato agli abruzzesi, per indicare la vicinanza delle istituzioni in un momento così critico. 

Il presidente del Consiglio Nazario Pagano enfatizzò infatti la scelta parlando di una convocazione fatta in una “data simbolo” per dimostrare una diversa sensibilità dei signori politici nei confronti dei problemi esistenti, che lasciano poco spazio a vacanze e divertimenti. 

Di Biase e gli enti mangiasoldi

di Gino Di Tizio

Licio Di Biase, noto personaggio della politica abruzzese, ha sostenuto su facebook che “non è con la cancellazione della nostra identità che si fanno i tagli al costo della politica…togliamo tutti quegli enti mangiasoldi che sono i gestori dell’acqua, dei rifiuti, delle case popolari che negli ultimi 15 anni si sono moltiplicati all’inverosimile”.

Sono morti nere, non bianche

di Gino Di Tizio

La morte non si presta alle statistiche, perché ogni volta è una tragedia diversa, che non si può ridurre a fredde cifre, specie quando avviene sul lavoro. Intanto non le chiameremmo più “morti bianche”.

Perché non c’è davvero niente di bianco, di chiaro, di pulito in una morte che colpisce chi sta lavorando, per se stesso e per la propria famiglia. Semmai è nera, come il lutto che porta, come la disperazione che scatena e che toglie luce e speranza.