IL “DISGUSTO” DEL PASTORE

di Gino Di Tizio

 L’omelia con cui l’arcivescovo di Chieti e Vasto monsignor Bruno Forte ha strigliato il mondo politico ha generato, come era scontato, molti commenti.

“Ho provato disgusto anche io per una politica che, a livello nazionale, non dà le giuste risposte”, sono state le sue parole, seguite dall’invito a mettere in campo “coraggio, forza e impegno per mettere il bene comune al primo posto”.

Per il teologo “serve un sussulto morale e un risveglio che porti finalmente i bisogni concreti dei cittadini al centro dell’attenzione”.

LA RESPONSABILITA’ DEI GIUDICI

di Gino Di Tizio

In attesa che i giudici si esprimano, sia a livello penale che sul piano civile, sulla questione delle responsabilità dei componenti la Commissione Grandi Rischi, accusati di aver dato “una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione all’attività della Commissione e ai doveri di prevenzione e di previsione del rischio sismico”, crediamo importante affrontare un argomento che sta portando sull’Aquila molta attenzione.

MANI PULITE E L’ABRUZZO

di Gino Di Tizio

Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di martedì 28 settembre ha firmato un editoriale in cui ha trattato un tema attualissimo:politica e ruolo dei giudici.

Chi vuol saperne di più deve ovviamente attingere alla fonte, cioè leggere quanto pubblica il più importante quotidiano italiano.

Abbiamo citato l’editorale perché conforta ragionamenti e tesi che da sempre portiamo avanti riguardo al fenomeno “Mani pulite” scoppiato negli anni 90.

LE “ENTITA’ RIFLESSE” DELLA POLITICA

di Gino Di Tizio

Ieri ci siamo occupati del sindaco di Roma Gianni Alemanno che aveva polemicamente dichiarato “mai più Minetti nei consigli regionali”, senza peraltro capire bene se si trattava di un auspicio o di un formale impegno che la politica dovrebbe essere chiamata ad assumere.

NON BASTA DIRE MAI PIU’ MINETTI

di Gino Di Tizio

Il sindaco di Roma Alemanno ha detto perentorio: “Mai più Minetti nel Consiglio regionale”.

 

Ci sembra un proposito del tutto condivisibile, ma a patto che non ci si fermi solo alla bella consigliere regionale di Milano e a ciò che può significare la sua presenza.