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Riceviamo e pubblichiamo

Comunicato stampa

7 settembre 2011

LE INESATTEZZE DEL COMUNICATO DEL WWF

pubblicato su Prima da Noi in data 07/09/2011 dal titolo

“Anche il WWF si dice contrario ai nuovi impianti produttivi ubicati lungo la Val Pescara…”. 

 

In relazione al comunicato del WWF pubblicato in data odierna sul sito Primadanoi.it, la società cooperativa Tea Recupero Imballaggi costituita dai promotori del progetto per la gestione dell’impianto previsto in Casalincontrada e attualmente al vaglio della Regione Abruzzo per la verifica di assoggettabilità di impatto ambientale, intende evidenziare alcune inesattezze in esso riportate.

La Soc. Coop. Tea Recupero Imballaggi, in attesa della conclusione del citato iter amministrativo da parte della regione Abruzzo, negli ultimi due mesi ha evitato di alimentare e replicare alle continue e strumentali polemiche che inevitabilmente hanno prodotto una quantità enorme di inesattezze, imprecisioni e di errate interpretazioni riguardanti sia le norme di legge sia le caratteristiche dell’impianto, che hanno trasferito una distorta informazione nell’opinione pubblica e in particolare nei cittadini che abitano o lavorano nella zona interessata, procurando ingiustificati allarmismi.

E questo nonostante i soggetti promotori abbiano messo a disposizione di chiunque ne abbia fatto richiesta tutta la documentazione necessaria e siano intervenuti per illustrare il progetto nelle diverse occasioni pubbliche nelle quali siano stati chiamati.

Alla luce di quanto riportato, se è stato ritenuto inutile replicare alle pretestuose prese di posizione di alcuni rappresentanti dei cittadini e di alcuni esponenti politici, appare opportuno fornire chiarimenti nei confronti del Wwf che da sempre tutela in maniera disinteressata gli interessi delle comunità locali, evidenziando in colore giallo le frasi oggetto del comunicato contestate e in rosso i relativi chiarimenti.

Si tratta di un impianto per il deposito e il trattamento di rifiuti urbani e speciali non pericolosi in località Brecciarola che prevede la presenza di ben 800 tonnellate/giorno di rifiuti…

SPECIFICAZIONE: si tratta di un impianto per il recupero di imballaggi. Il progetto presentato evidenzia che con le attrezzature previste nell’impianto, la capacità di trattamento è pari a 15 t/h, che corrispondono a 360 t/g, considerando la lavorazione su tre turni nelle 24 ore. Poiché la dotazione impiantistica è stata organizzata su due linee operative di pari dimensione, la potenzialità complessiva – a regime – di trattamento ammonta a circa 720 t/g di materiale in ingresso.

La zona destinata ad accogliere l'impianto viene classificata dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) della Regione Abruzzo di categoria P2 - Pericolosità elevata - per la presenza di dissesti con alta probabilità di riattivazione.

FALSO. La tavola n. 14 – Piano di Assetto Idrogeologico Carta della Pericolosità – allegata allo Studio di Impatto Ambientale presentato in Regione evidenzia che l’area oggetto di intervento ricade parzialmente nella zona di categoria P1 - PERICOLOSITA’ MODERATA ovvero in aree interessate da dissesti con bassa possibilità di riattivazione. 

Le Norme di Attuazione del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico recitano al Capo IV - Aree a pericolosità moderata, nell’ Art. 18 - Disciplina delle aree a pericolosità moderata (P1):

1. Nelle aree a pericolosità moderata sono ammessi tutti gli interventi di carattere edilizio e infrastrutturale, in accordo con quanto previsto dagli Strumenti Urbanistici e Piani di Settore vigenti, conformemente alle prescrizioni generali di cui all’articolo 9.

L'area è inoltre densamente popolata con diverse attività di ristorazione. Se l'impianto fosse realizzato verrebbe a riproporsi – secondo l’associazione ambientalista - anche in quest'area la difficile convivenza tra abitazioni e attività industriali, una convivenza che determina sempre situazioni di forte criticità già ben note nella stessa Val Pescara per la zona industriale di Chieti Scalo e per la discarica con annesso impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti in località Casoni di Brecciarola.

Per questo il WWF «non dà a priori il proprio assenso ad alcuna nuova iniziativa imprenditoriale, come viene a volte erroneamente affermato da qualcuno ma vigila affinché ogni nuovo insediamento produttivo, in particolare in questo delicato settore, non provochi danni diretti o indiretti all'ambiente e sia in linea con l'obiettivo "rifiuti zero", facendo in particolare molta attenzione alla scelta localizzativa».

SPECIFICAZIONE: Il nuovo impianto non provoca alcun danno diretto o indiretto all’ambiente ed è in linea con quanto previsto con la DIRETTIVA 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 ovvero sostenere l’uso di materiali riciclati in linea con la gerarchia dei rifiuti con l’obbiettivo di realizzare una società del riciclaggio non ricorrendo allo smaltimento in discarica o all’incenerimento.

«Ci sorprende che», spiega Loredana Di Paola, «nei fatti, la localizzazione degli impianti sia lasciata alla libera iniziativa dei privati e non siano seguite procedure trasparenti come quelle che, ad esempio, potrebbero assicurare tecnologie digitali come il Geographical Information System (GIS) usate da oltre un decennio dalle pubbliche amministrazioni di tutto il mondo. Questa metodologia consente di individuare in maniera oggettiva le aree più idonee alla localizzazione di impianti che presentano criticità ambientali, attraverso un procedimento di sovrapposizione di carte tematiche (vincoli; presenza di case; presenza di scuole ecc.)».

INESATTEZZA: Il Piano Territoriale delle Attività Produttive vigente, approvato con Delibera del Consiglio Provinciale di Chieti, n. 125, dell’11 dicembre 2007, prevede espressamente, dopo aver richiamato le disposizioni nazionali e regionali in materia, “che gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali e/o pericolosi di origine industriale (o comunque non di origine urbana o assimilata) siano da ubicare, quale criterio preferenziale univoco, nelle aree artigianali e industriali già esistenti ovvero previste dalla pianificazione territoriale. La dott.sa Loredana Di Paola non dovrebbe sorprendersi per quella localizzazione in quanto, l’ubicazione dell’intervento non è stata lasciata alla libera iniziativa dei privati. Gli strumenti di pianificazione vigenti prevedono quella destinazione e tutto ciò risulta verificabile visitando il sito della Regione Abruzzo, sezione Geoportale – Sistema Informativo Geografico che altro non è la tecnologia digitale richiamata nella Sua inesatta nota.]

A margine di questa comunicazione, la cooperativa Tea Recupero Imballaggi ritiene doveroso chiarire che, ultima delle inesattezze artatamente veicolate nonostante i ripetuti chiarimenti forniti sulle dimensioni dell’impianto, riguardano la convocazione inviata per domani 8 settembre in piazza De Lollis a Casalincontrada da parte del Comitato Ambiente e Territorio Valpescara dell’incontro con la cittadinanza sul tema “Grande impianto trattamento rifiuti: rischio o opportunità?”.

In questa convocazione inviata in data odierna infatti si fa riferimento alla “costruzione sul territorio di Casalincontrada (località Brecciarola) di un enorme capannone per il trattamento di rifiuti solidi dalle dimensioni simili a quella del centro commerciale Megalò”.

Ebbene è bene chiarire che ciò è FALSO: il Megalò ha una superficie coperta in pianta di circa 56.000 mq (370m X 152m) mentre il sito in progetto per il recupero degli imballaggi ha una superficie coperta di 19.200 mq ovvero circa 1/3 della superficie coperta di Megalò.

Per informazioni: VIRGOLACOM Ufficio Stampa tel. 0854715036 / 335.5302801