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DI PRIMIO NON VUOLE LA VERIFICA POLITICA

“Si farà come da programmi già stabiliti”

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio sembra deciso a non dare ascolto alle pressanti richieste che gli arrivano ormai da più parti di aprire subito un tavolo di verifica politica, dopo le polemiche innescate per le posizioni assunte dal vicesindaco Bruno Di Paolo con il pubblico annuncio di voler consegnare le sue deleghe al ministro Tremonti per protestare contro la manovra. 

Il sindaco non vede necessità di anticipare una verifica che da tempo era stata programmata per fine settembre solo per dare corso a baruffe derivanti da atteggiamenti personali e da ricerca di visibilità che assai poco hanno di politico e di politica vera.

Sarà anche così ma è certo che la situazione della maggioranza non appare tale da tranquillizzare chi ad essa si è affidata con una consistente messa di voti alle ultime elezioni, come giustamente ha osservato il senatore Fabrizio Di Stefano che vorrebbe chiarire le ombre che sono apparse.

Comunque ci sarà, mercoledì 7, un consiglio comunale dove, volenti o nolenti, la maggioranza sarà chiamata a dare qualche risposta ai cittadini sulla sua volontà di continuare ad amministrare la città mettendo possibilmente da parte tutti gli interessi personali o delle botteghe a cui si appartiene.

Giustamente l’opposizione sta mettendo in risalto le crepe che stanno emergendo nel centro destra ed anche per questo i comportamenti che si avranno nel prossimo consiglio comunale daranno una prima indicazione sul momento che si vive al Comune di Chieti.

Tutto considerato il sindaco Di Primio però continua a dirsi tranquillo sulla tenuta della sua maggioranza e tira dritto per la strada che ha programmato di voler fare.

Può darsi che abbia ragione lui, che tutto va ricondotto a tempeste estive che non modificano nulla, ma fanno solo un po’ di rumore.

Il rischio di una sottovalutazione di quello che sta accadendo però esiste, inutile negarlo.

Il sindaco farebbe bene a tenere conto anche di questo rischio.