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Confesso: apprendere, leggendolo su un quotidiano locale, che nel fronte anti-impianto di trattamento dei rifiuti a Casalincontrada ci sia una frattura, dapprima mi ha un poco sconcertato, subito dopo però, riflettendoci, la cosa mi ha confermato che il lavoro che si sta facendo da parte di tutti gli attori, nessuno escluso, proprio nella direzione del no all'impianto a Brecciarola, sta probabilmente cominciando dando i suoi frutti se qualcuno si preoccupa di mettere in giro voci simili.   La forza di tutti gli attori, Lorenzo Cesarone, segretario nazionale del movimento di consumatori ACAI,  Comitato Valpescara, “CASALE FUTURO” e di tutti coloro che si sono messi  sinceramente a disposizione, dando il proprio contributo, è proprio quella dell'autonomia di azione  nel perseguire un fine comune.

Nello svolgimento del proprio ruolo, tutti gli attori agiscono in un unica direzione, ma questo senza dimenticare la diversa natura, anche istituzionale, propria di ciascuno nel rispetto delle specificità dei ruoli.

Fa bene Cesarone a mettere in evidenza anche l'aspetto legato alla presenza della struttura già presente nell'area di Alanno, finanziata con soldi pubblici e quindi dei contribuenti. Credo sia un suo preciso dovere farlo, proprio nel rispetto della missione della ACAI, cioè rappresentare i consumatori e nel caso di controversie con la pubblica amministrazione, i contribuenti, e questo è proprio uno di questi casi.

Credo sia possibile portare avanti parallelamente altre battaglie per la medesima questione. Appare quindi assolutamente infondata l'ipotesi di fratture all'interno del fronte comune relativo allo stabilimento di Brecciarola.

Addirittura da parte di ACAI si apre un nuovo fronte di lotta proprio in un momento in cui tutti gli amministratori della cosa pubblica, a qualsiasi livello, si ritrovano a fare i conti con la dura realtà economica in cui ci troviamo e quindi sono costretti mettere in atto tutti i comportamenti virtuosi possibili.

Oltretutto credo sia anche improponibile, come prospettato da “voci dissonanti”, il paragone tra le due strutture.

Quella di Casalincontrada, per produrre a regime, ha necessariamente bisogno che i rifiuti arrivino da fuori regione, visto che il volume di quello eventualmente disponibile in zona sarebbe insufficiente.

Sarebbe auspicabile una sorta di moratoria da parte di tutti proprio per fare una ricognizione sul reale fabbisogno di impianti, tenendo anche conto della vicinanza dei territori, anche interprovinciali.

Come nel caso specifico, dove le provincie di Chieti e Pescara confinano e credo sarebbe economicamente poco opportuno avere due impianti simili a poca distanza. Proprio per non stressare ulteriormente il territorio interessato dal progetto.

Noi di “CASALE FUTURO”, ribadiamo la nostra posizione critica nei confronti dell'Amministrazione comunale che vorrebbe mettere in una scarpa numero 38 un piede numero 45, così, con disinvoltura.

Intanto pare che il progetto abbia ricevuto il veto dalla sovrintendenza alla tutela ambientale. 

Casalincontrada, 23 agosto 2011

Sergio Tommaso Montanaro

Capogruppo “CASALE FUTURO”

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